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cronaca

Ferrara. La polizia ferma cinque animalisti: avevano volantino contro il Palio

Li hanno attaccati di notte attorno all'anello di piazza Ariostea


26 maggio 2022


FERRARA.  La febbre del Palio sale, come è giusto che sia: dopo due anni di stop delle gare per il Covid, ma soprattutto come vuole la tradizione con il count-down della settimana della vigilia delle corse dei cavalli, delle asine, di putti e putte che fa crescere l’adrenalina nelle Contrade. Come accade del resto per gli animalisti che si oppongono da sempre alle gare con gli animali. E così martedì sera, gli addetti al controllo dell’anello della pista di piazza Ariostea hanno lanciato l’allarme per 5 ragazzi che si attardavano attorno all’anello stesso, attaccando manifesti, contro il Palio e le corse degli animali.

Messaggi a dire il vero non violenti, e ciò ha risparmiato loro guai giudiziari ben più gravi. Perché dopo l’allarme, sono stati controllati e identificati dalla Polizia che al momento sta valutando i provvedimenti da adottare nei lor confronti. I messaggi che erano riportati nei volantini sono assai “morbidi”: in uno viene riportato il logo del Palio e quindi la data della sua nascita, e così recita «Il Palio di Ferrara, dal 1279 la stessa brutalità”. E ancora, sempre con molta ironia, col disegno di un asinello, molto affaticato e avvilito: «Correre in tondo per vostro divertimento? », si chiede il povero ciuco del volantino. E ancora il volantino più ricorrente e “politico” tra i vari che sono stati ovviamente sequestrati dalla Digos della Polizia che sta svolgendo ulteriori accertamenti. Il volantino qui a fianco, ricorda che la prossima domenica (29 maggio) si correrà e rinnoverà la tradizione del Palio, ma bisogna dire «basta sulla mercificazione e sullo sfruttamento animale».

«Cavalli e asini ridotti ad oggetti per il divertimento umano come viene fatto per circhi, zoo, fiere, corride». Nel volantino non c’è alcuna rivendicazione, nessuna sigla: ma i 5 sono conosciuti, fanno parte dell’area animalista ferrarese che è anche assai critica politicamente, poiché indica «la rievocazione ripristinata da Italo Balbo in pieno fascismo», da criticare anche perché «fomenta forme di identitarismo e campanilismo che sarebbe ora lasciarsi alle spalle»l

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