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The Boss a Ferrara, hotel già pieni

Stanze gremite nella data del concerto al Parco urbano. La città in copertina nel mondo. L’allarme Lipu: 129 specie di uccelli protetti a rischio. Malacarne: cambiare location


26 maggio 2022 Stefano Ciervo


FERRARA Springsteen in concerto al Parco Urbano porta con se una previsione di 50mila persone per uno-due giorni in città, roba da mandare esaurita la disponibilità di stanze su Booking con un anno di anticipo. Ma l’impatto di una massa umana di quelle dimensioni su un ecosistema delicato e di grande valenza storica, come appunto i 1.200 ettari di verde intitolati a Bassani, sta mettendo in agitazione gli ambientalisti. Fin dall’altra mattina mail e chat “verdi” erano in ebollizione con prese di posizione in favore di uno spostamento dell’evento in luoghi ritenuti più adatti. L’anno che ci separa dal concerto, dunque, dovrà essere sfruttato per produrre soluzioni di “sostenibilità”, percorso già iniziato dal Comune, soprattutto se, come s’intuisce dai primi annunci, Springsteen è immaginato come il primo passo nel format dei maxi-concerti.



Non si può Le reazioni degli ambientalisti sono le medesime di quando, nel novembre scorso, ci fu il primo annuncio del Boss a Ferrara. «E nel frattempo il Parco Urbano diventa sempre più ricco dal punto di vista della biodiversità, come i ferraresi constatano ogni giorno: tutto questo lavoro che dura da decenni vogliamo distruggerlo in un giorno? - è la domanda che si pone Lorenzo Borghi (Lipu) - Primavera è il periodo più delicato e intenso per la nidificazione e la riproduzione di numerose specie ospitate nell’area, e la fascia più ricca ma anche delicata è proprio quella vicina a via Bacchelli, con alberi, siepi e corsi d’acqua». Per il rappresentante della Lipu non ci sono misure di compensazione o accorgimenti che tengano, «l’unica possibilità di evitare una devastazione è spostare altrove l’evento». La Lipu fotografa così la situazione: ci sono 129 specie di uccelli selvatici nell’area, molti dei quali migranti, che completano l’arrivo entro la prima quindicina di maggio, ovvero «quando i preparativi per il concerto saranno al top». C’è il rischio che molti non si fermino. Inoltre nidificano proprio in quel periodo specie come il tarabusino, il più piccolo airone europeo, lo sparviere e il gheppio, specie protette; la civetta e il martin pescatore.

D’accordo nella sostanza dell’allarme, anche se con toni più attutiti, un ambientalista storico come Andrea Malacarne, per molti anni rappresentante di Italia Nostra, che quel parco ha contribuito a creare negli anni Ottanta. «Ribadisco la mia contrarietà a titolo personale, il Parco Urbano è una zona protetta dal piano paesaggistico e non può essere usato per un evento con grande afflusso di pubblico - dice il noto architetto - I fuochi infatti sono stati annullati. Un luogo più adatto è sicuramente l’aeroporto».

Si può Non si scompone di fronte a questa prima bordata di critiche l’assessore all’Ambiente, Alessandro Balboni, che già l’anno scorso aveva promesso un evento “sostenibile”. «Siamo aperti al confronto con tutti, ma voglio sottolineare che stiamo parlando di un evento di livello mondiale, di rango diverso da uno Jova beach party, supportato da uno staff di qualità, in grado di affrontare problemi come questi. Si tratta peraltro - continua Balboni - di una data unica, non come Hight foundation che fino a notte fonda sparava per giorni musica ad alto volume, senza suscitare sollevazioni. L’aeroporto? Ha problemi vari, accessibilità compresa».

Tutto esaurito Intanto la notte da il 18 e il 19 maggio dà già tutto esaurito su Booking, «è l’effetto Bruce, che arriva come una straordinaria ondata positiva per la visibilità della città, per la promozione del territorio e l’indotto economico - è il commento del sindaco Alan Fabbri - La macchina organizzativa è già partita per intercettare al meglio tutte le opportunità». E di Ferrara stanno già parlando giornali e tv di tutto il mondo. l

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