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È morto padre Silvio Turazzi, Stellata in lutto: «Tutta la sua vita dedicata agli ultimi»

Il paese piange uno dei suoi cittadini più amati: aveva 82 anni. Un grave incidente non gli impedì l'opera di evangelizzazione


27 maggio 2022


Stellata Un grave lutto ha colpito gli ambienti missionari e la diocesi di Ferrara-Comacchio. È morto Padre Silvio Turazzi, dell’ordine dei Saveriani, 82 anni, originario di Stellata. Dall’età dal 1969, a causa di un incidente stradale, è rimasto paralizzato agli arti inferiori e si è sempre mosso sulla sedie a ruote. Una condizione che non gli ha impedito di stare sempre ad aiutare gli ultimi e i più bisognosi, evidenziando quello spirito missionario per il quale si era fatto prete.

Ha passato alcuni anni fra le persone abbandonate nelle baracche alla periferia di Roma. Dal 1975 si è trasferito in Africa, a Goma, in Congo, dove è rimasto ben vent’anni, e dove è ritornato periodicamente per dedicarsi a quelle popolazioni. Con il Congo era nato un legame indissolubile. Nel 1992 fonda l’associazione “Solidarietà Muungano onlus”, con sede a Vicomero di Torrile, gemellata con l’associazione omonima di Goma “Muungano Solidarité”, per diffondere la scelta di fraternità tra i popoli, nell’accoglienza dell’altro, promuovendo la cultura della pace. È stato ispiratore e fondatore anche dell’associazione “Chiama l’Africa”.

Suo fratello, monsignor Andrea Turazzi, è il vescovo della diocesi di San Marino-Montefeltro. Gian Carlo Perego, a nome dell’Arcidiocesi di Ferrara-Comacchio, porge al confratello nell’episcopato Andrea Turazzi le più sentite condoglianze per la scomparsa del caro padre Silvio, e nell’assicurarne il ricordo nella messa, invita l’intera comunità diocesana alla preghiera e a fare memoria del grande missionario che è stato padre Silvio Turazzi, per tutti esempio di testimonianza di fede, di carità e di evangelizzazione e promozione umana nelle terre martoriate d’Africa.

Un uomo che ha scelto nella vita di dedicare tutto se stesso agli altri, che ha saputo trovare la forza nel dolore e guardare avanti. Un esempio per tutti. l

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