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Grandine, sos coltivatori: «Danneggiati a centinaia nel Ferrarese»

Pesante bilancio del fortunale: Coldiretti lancia l’allarme. Black out notturno all'ospedale di Cona


27 maggio 2022


Ferrara Hanno lavorato tutta la giornata di ieri i Vigili del fuoco per il ritorno alla normalità di decine di tratti stradali, cortili e cantine, dopo i quindici minuti di furia d’acqua, vento e grandine che si sono abbattuti su città e pochi centri della provincia nel pomeriggio di mercoledì. Dopo i cinquanta interventi svolti tra il pomeriggio e la sera del giorno precedente, infatti, ieri era rimasta da smaltire ancora una ventina di chiamate in particolare per rami e alberi nella zona est della città e nei centri della periferia, con il cortile della scuola Cosmé Tura di Pontelagoscuro che è rimasto inagibile per l’intera mattina a causa appunto della vegetazione abbattuta. E all’ospedale di Cona per un’ora, nella notte, sono saltati i collegamenti online e telefonici, e la situazione si è completamente normalizzata solo verso le 6. Ma la giornata di ieri è stata quella della conta danni da parte degli agricoltori, ai quali la grandine ha inferto un colpo da milioni di euro.

Devastazione È Coldiretti a tentare un primo bilancio della tempesta di grandine che ha colpito appunto dal Piemonte fino all’Emilia, distruggendo interi campi coltivati, dal masi all’orzo, dal grano agli ortaggi, dalle ciliegie ai mirtilli fino ai vigneti. «Siamo di fronte in Italia alle conseguenze dei cambiamenti climatici con il moltiplicarsi di eventi estremi e una tendenza alla tropicalizzazione con più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense» annota Coldiretti.

La “strisciata” nel Ferrarese, conferma Thomas Serafini, segretario di zona, «ha colpito in particolare Francolino, colpito per la seconda volta in pochi giorni, Boara, Malborghetto, Aguscello, Chiesuol del Fosso, Quartesana, Corlo, Cocomaro, San Martino e poi fino a Ruina e Zocca, in comune di Riva del Po. Le colture più colpite sono il grano che risulta allettato in molti casi, mais, colture orticole a pieno campo ed i frutteti se non coperti da reti antigrandine; inoltre il vento ha spezzato numerosi rami di alberi. Raccomandiamo ai nostri soci di fare sollecitamente denuncia dei danni subiti alla propria assicurazione per ottenere il risarcimento danni».

Gianluigi Zucchi (Condifesa) parla di centinaia di aziende colpite, sottolineando come «la consistenza della grandine e la durezza dei chicchi sono state moltiplicate dalla velocità del vento, quindi i danni sono stati molto consistenti». Le reti antigrandine sono aperte per alcuni coltivatori solo da pochi giorni.

La Regione Chiamano già in causa la Regione per «risarcimenti» i consiglieri leghisti. Prima la grandinata del 13 maggio, a Pescara, Sabbioni e Fossadalbero, che hanno colpito frumento, mais e pere; poi il fortunale dell’altro giorno, che ha colpito anche con pioggia pure «San Bartolomeo, Sgarbata e Gallo». Ce n’è abbastanza per chiedere alla giunta regionale d’intervenire». l

S.C.

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