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cronaca

L’ira dei pescatori: «Ci fermiamo tutti, anche le pescherie»

Il caro gasolio continua a tenere banco. Goro e Porto Garibaldi ieri insieme. Al loro fianco anche gli allevatori di vongole


29 maggio 2022


PORTO GARIBALDI. Dopo un lungo confronto sabato pomeriggio all’interno del mercato ittico di Porto Garibaldi, i pescatori di Comacchio e Goro hanno deciso di fermarsi ad oltranza finché non verrà in qualche modo risolta la questione del caro gasolio. «Ma non ci fermiamo a questo – ha detto Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e grande pesca -. Abbiamo già fermato tutte le pescherie e quindi il pesce di importazione e domani inizieremo lo stato di agitazione. Con noi si fermeranno anche gli allevatori di cozze e vongole: stavolta non si scherza».

La tensione sul molto è alle stelle, tanto che la vicesindaca e deputata della Lega, Maura Tomasi, ha partecipato all’incontro ascoltando e portando il sostegno da parte dell’amministrazione comunale. «Come Lega chiederemo la discussione con urgenza della situazione delle marinerie nel prossimo consiglio comunale. La situazione è ormai insostenibile per noi. Dobbiamo farci sentire con tutte le forze che abbiamo perché il nostro futuro, come anche quello di tutte le attività che ruotano attorno al mondo della pesca, è tinto di nero».

Lo scopo è quello di richiamare l’opinione pubblica sulla drammatica situazione in cui versa il settore della pesca. Secondo le stime compiute dai pescatori una battuta di pesca per un motopeschereccio di dimensioni medio-piccole può comportare un esborso giornaliero di 500 euro in carburante, a fronte di un incasso non superiore a 400 euro di prodotto ittico immesso sul mercato.

«A queste condizioni ti tocca lasciare la barca attraccata in porto – prosegue Mauro Gennari di Goro – abbiamo sempre spese vive da affrontare e ancora non abbiamo ricevuto ristori dal lockdown ed il fermo pesca è stato liquidato solo per i marinai imbarcati». C’è chi non ha pagato i contributi di gennaio e febbraio 2020, dato che era un periodo di chiusure con tante attività lavorative sospese e ora Inps ha disposto pagamenti raddoppiati, duemila euro per due mesi di inattività, pena il mancato rilascio del Durc, necessario per accedere ad altri fondi e sovvenzioni».

E sulla questione interviene anche la Regione: «Sollecitiamo il Governo affinché stanzi il prima possibile i 20 milioni di euro già previsti a sostegno del settore ittico a titolo di indennizzo per il pesante aumento dei costi del gasolio dovuti alla situazione internazionale», affermano il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, e l’assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca, Alessio Mammi.

Vanno «semplificate al massimo le procedure per l’erogazione dei contributi» e l’Esecutivo, attraverso il ministero competente, «accolga le proposte avanzate in questi giorni dalle associazioni di rappresentanza dell’intero comparto». Oltre agli interventi per far fronte all’emergenza, la Regione sollecita il Governo «affinché metta in campo interventi strutturali in grado di calmierare il prezzo del carburante utilizzato per la pesca». E la Regione intende fare la sua parte: «Nel prossimo assestamento di bilancio ci impegniamo a stanziare risorse da destinare alle imprese della pesca, un settore fondamentale per l’economia emiliano-romagnola».

Sarà una settimana difficile e dura, ma i nostri pescatori hanno bisogno di tutto il sostegno possibile. l

Annarita Bova-Katia Romagnoli

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