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cronaca

Porto Garibaldi, i pescatori fermano i camion: le pescherie restano chiuse

Ieri mattina la nuova protesta sul portocanale. Il sindaco Negri scrive al ministro Controlli nella notte per bloccare i rifornitori: «Non si lucra sulla nostra crisi»


31 maggio 2022 Annarita Bova e Katia Romagnoli


PORTO GARIBALDI E GORO I pescatori non solo non mollano, ma alzano l’asticella e promettono nuove battaglie. Il territorio è stato “sorvegliato” per tutta la notte e la giornata di ieri, con persone ferme davanti alle pescherie per controllare che i camion carichi di pesce d’importazione fossero mandati via. “Controlli” da Giancarlo, da ittica Luciani, da Valter Cavalieri e dai più grossi rifornitori a chiedere di non far arrivare più prodotto e di stare al loro fianco in questa battaglia. E ieri le saracinesche erano abbassate. Saranno giorni lunghi e difficili, per i pescatori ma anche per tutte le attività, ristoranti compresi, che mai come in questo periodo hanno bisogno di puntare sul pesce fresco. Sul porto, ieri mattina, l’ennesima protesta, con le forze dell’ordine che hanno controllato con la giusta discrezione così come gli uomini della Digos. Davanti alla disperazione e alla rabbia di chi non può più lavorare a causa di un sistema evidentemente andato in tilt, c’è in realtà una sola scelta da fare: sedersi dalla loro parte. Così come ha fatto il sindaco di Comacchio Pierluigi Negri, arrivato anche lui sulla banchina.

«Non vogliamo l’elemosina, vogliamo solo andare a lavorare, ma a queste condizioni è impossibile. È necessario un atto urgente del Governo, perché con le promesse non campiamo. Se non si sblocca il caro gasolio, andremo avanti ad oltranza con lo sciopero e in questo modo si bloccheranno altri settori dell’economia italiana». Nelle parole di Ariberto Felletti, presidente della Cooperativa Piccola e Grande Pesca di Porto Garibaldi, si legge lo sconforto. I pescatori sono tornati, ieri mattina, sul porto a manifestare, davanti ai loro pescherecci fermi da giorni e giorni, sui quali hanno issato striscioni di protesta. «Diffidate dalle imitazioni: pesce fresco non ce n’è! » e poi ancora «Il caro gasolio uccide la pesca», oppure “I pescatori non sono più un settore dell’economia» sono solo alcuni dei moniti impressi sugli striscioni ben visibili da tutti coloro che, ieri, transitavano sul portocanale. Come preannunciato, alle 10 le trombe di tutti i pescherecci con un suono prolungato, hanno lanciato il loro grido d’allarme. «Se il prezzo al barile del gasolio – ha tuonato il presidente della Cooperativa Piccola e Grande Pesca – è rimasto invariato, perché a noi deve costare il doppio? C’è troppa speculazione – ha aggiunto Ariberto Felletti -; il Governo ci deve venire incontro, altrimenti si ferma completamente il nostro reddito, il nostro bilancio, ma anche tutta l’economia italiana, dai trasporti, alle vendite, alla ristorazione».

Durante la mattinata i pescatori hanno chiesto anche il blocco dell’importazione del pesce congelato dall’estero, «per evitare di fare il gioco delle multinazionali, che lucrano sulla nostra crisi».

Il sindaco prima della seduta del consiglio comunale, convocata ieri sera, ha inviato anche una lettera al ministro dell’interno Luciana Lamorgese. «Urge una tempestiva risposta, un segnale chiaro delle Istituzioni nazionali, regionali – scrive Negri alla titolare della Farnesina -, e territoriali invitando le imprese del settore a riprendere l’attività e garantendo un cordone di protezione e sicurezza alle imprese che già intendono uscire in mare, perché tutti coloro che sono interessati a riprendere la propria attività professionale debbono necessariamente ricevere garanzie di tutela e sicurezza dell’ordine pubblico». I gruppi consiliari hanno presentato, con carattere di urgenza, un ordine del giorno a integrazione di quello della seduta già convocata, «per esprimere vicinanza ed impegno concreto a tutta la marineria del territorio», come ha chiesto il gruppo consiliare Per Fare.l

Annarita Bova

e Katia Romagnoli

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