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cronaca

Oggi i pescatori a Roma: «O si cambia o è la fine»

Comacchio e Goro in piazza Montecitorio contro i rincari del carburante. I consigli comunali appoggiano le rivendicazioni


01 giugno 2022


Porto Garibaldi e Goro Pescatori a Roma contro il caro gasolio. Dopo un tam tam che ieri pomeriggio tramite Whatsapp e Telegram ha attraversato tutte le marinerie italiane, anche i pescatori nostrani hanno aderito alla manifestazione nazionale che si svolgerà questa mattina, davanti a palazzo Montecitorio a Roma, per richiamare l’attenzione del Governo sui rincari del carburante.

«Partiremo in pullman alle 2 di notte, per esporre pacificamente le nostre ragioni, domani mattina davanti alle finestre di Montecitorio – ha preannunciato in serata Ariberto Felletti, presidente della cooperativa Piccola e Grande Pesca –. Porteremo i nostri striscioni e ci uniremo ai pescatori che arriveranno da tutto l’Adriatico e dal Tirreno. Se si ferma la pesca, si ferma tutta l’economia italiana. Noi chiediamo solo di poter lavorare, ma con i prezzi attuali del gasolio per noi è la fine».

I pescatori locali si uniranno, venerdì, al presidio pacifico promosso a Bologna, davanti alla sede della Regione, da tutte le marinerie della costa emiliano-romagnola. «La vicesindaca Maura Tomasi – conclude Felletti – ci ha assicurato il proprio sostegno, con la sua partecipazione». Intanto, anche Fratelli d’Italia effettuerà sempre venerdì, alle 10 di fronte al mercato ittico di Porto Garibaldi, un flash mob per esprimere vicinanza e solidarietà ai pescatori. Saranno presenti il senatore Alberto Balboni, il coordinatore provinciale Mauro Malaguti, il coordinatore comunale Luca Bergonzi, la presidente del circolo lagunare Tiziana Gelli, il vicepresidente Antonio Amadei ed il capogruppo Bruno Calderoni.

I consigli Per la prima volta i consigli comunali dei due comuni lagunari di Comacchio e Goro hanno approvato, l’altra sera, all’unanimità due ordini del giorno analoghi di sostegno al mondo della pesca, alle prese con una crisi senza precedenti.

L’odg presentato da Marco Fabbri (Per Fare), ex sindaco di Comacchio e ora consigliere regionale, mette in chiaro che «le imprese del settore pesca attive nel Mare Adriatico e sulle coste emiliano-romagnole, già nel corso del 2021, hanno segnalato una flessione del 20% del fatturato, complici la pandemia ed i tagli delle giornate di pesca, con rischio chiusura per otto imprese su dieci” oltre “all’impossibilità di sostenere i costi di lavoro e di impresa».

Con il loro documento congiunto tutti i consiglieri comunali dei due Comuni cugini hanno impegnato i sindaci Pierluigi Negri e Marica Bugnoli «a condannare qualunque atto di violenza o minaccia nei confronti degli operatori del mondo della pesca; a sollecitare, nelle sedi opportune, l’attivazione tempestiva delle disposizioni attivate dal Consiglio dei Ministri, in particolare per il rapido utilizzo del credito d’imposta, previsto dall’articolo 18 del Dl 21 del 21 marzo 2022, oltre a un’eventuale proroga del contributo anche al secondo trimestre 2022; a sollecitare, nelle sedi opportune, il Governo italiano ad intervenire con urgenza sul settore pesca, dando seguito alle misure di sostegno già previste e prevedendone di nuove utili per tutelare il comparto attivo nel Mar Mediterraneo occidentale, salvaguardando la tenuta economica dello stesso, delle filiere ad esso collegate e la conseguente difesa di posti di lavoro».

No violenza «Ci dissociamo da tutti gli atti di violenza – ha osservato il sindaco di Goro, Marika Bugnoli –; è un diritto in democrazia manifestare pacificamente e come istituzioni continueremo ad attivarci su tutti i tavoli politici preposti, per individuare misure di aiuto e il riconoscimento del credito di imposta per i pescatori». Carabinieri e Digos stanno monitorando porti, pescherie e ingrossi, dove sono stati segnalati un paio di episodi di intimidazioni, fortunatamente senza conseguenze, con tentativi di bloccare i rifornimenti di prodotti d’importazione. l

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