ferrara
cronaca

Portomaggiore, Tommy giocherà con gli angeli: il piccolo non ce l’ha fatta

Il cuore del bambino di 13 mesi caduto nella vasca biologica si è fermato. I medici hanno fatto il possibile. Portomaggiore chiusa nel silenzio


02 giugno 2022


PORTOMAGGIORE. L’unica speranza è ci sia davvero un posto dove il piccolo Tommaso possa trovare pace. Per il resto, la disperazione e il buio hanno avvolto le famiglie Tosi e Gessi dalle 9 di ieri mattina, quando il cuore del piccolo ha smesso di battere. Tommaso aveva tredici mesi, camminava appena e martedì pomeriggio è caduto in una vasca biologica e per lui non c’è stato nulla da fare. A chi vuole a tutti costi trovare delle colpe, l’invito è quello di abbassare il dito e provare a capire che quelle famiglie hanno già pagato il pegno più grande e tremendo che la vita possa mai presentare.

Il piccolo è morto ieri mattina all’ospedale Sant’Anna di Cona dove era stato trasferito in elicottero martedì nel tardo pomeriggio in condizioni gravissime. L’incidente è avvenuto nel cortile interno all’azienda di famiglia. Il bimbo era con la bisnonna di 77 anni quando, stando alla ricostruzione dei carabinieri, si sarebbe messo a giocare sopra la botola in plastica che copre l’accesso alla fossa biologica, dove confluiscono anche le acque reflue. A un tratto la botola avrebbe ceduto e il piccolo è precipitato all’interno.

La bisnonna, non vedendolo, ha dato l’allarme e sul posto è arrivata subito la nonna che ha iniziato a cercarlo e a chiamarlo, sempre più agitata. Tanto che le sue grida hanno richiamato l’attenzione di uno dei dipendenti della ditta. Quasi insieme hanno visto che il coperchio della vasca era spostato: è stato l’uomo a infilarsi all’interno e a cercare nel buio il corpicino. È riuscito ad afferrarlo e tirarlo fuori. Intanto erano già stati chiamati i soccorsi. I primi ad arrivare, perché per caso in zona, i carabinieri di Portomaggiore i quali hanno iniziato a praticare subito il massaggio cardiaco e a mettere in atto le manovre di primo soccorso. Dopo pochissimi secondi, sul posto anche i vigili del fuoco di Portomaggiore con la mascherina per l’ossigeno. Una corsa contro il tempo e ognuno ha fatto davvero il possibile fino all’arrivo dei sanitari del 118, dei medici sull’automedica e quindi dell’elicottero, arrivato per cercare di portare quel minuscolo corpicino quanto prima possibile verso i macchinari, verso l’ultima speranza. Anche la nonna ha avuto un malore ed è stata portata via con un’altra ambulanza.

In un primo momento, quando il cuore di Tommaso ha ricominciato a battere con giusto ritmo già sul luogo dell’incidente, anche i medici hanno creduto in un miracolo e se la sono sentita di far aggrappare i genitori, giunto pochi attimi dopo l’arrivo dell’ambulanza, ad un piccolo ma significativo lumicino. Già martedì sera le condizioni del piccino sono apparse disperate. Stando ad una prima sommaria ricostruzione, il bimbo sarebbe rimasto sott’acqua o comunque senza respirare per quasi dieci minuti e il cervello non avrebbe ricevuto ossigeno per un tempo davvero troppo lungo. Alle 9 di ieri mattina i medici hanno dichiarato la morte. Il corridoio del reparto di neonatologia dell’ospedale di Cona è diventato gelido. Abbracci lunghi e lacrime senza fine. I genitori di Tommaso, giovanissimi, sono stati supportati dal personale medico, dagli psicologi e naturalmente da tutta la famiglia, così come le nonne, i nonni e tutti i parenti. Da quanto è trapelato, non è stato possibile donare gli organi e ieri non si era ancora deciso nulla sull’autopsia.

I carabinieri e i vigili del fuoco stanno portando avanti i rilievi. Per gli inquirenti le domande cui rispondere sono tante, troppe e molto difficili. Per tutti gli altri è adesso necessaria una sola cosa: il silenzio. l


 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.