Omicidio Bergamini, salta l’udienza. Non ci sono i giudici popolari
Ancora problemi per il dibattimento che si sta svolgendo a Cosenza: prima quattro testimoni che si danno malati e poi la giuria popolare dimezzata che fa rinviare tutto
Boccaleone. C’era grande attesa per l’udienza di ieri in Corte d’Assise a Cosenza, dove è in corso il processo per l’omicidio Bergamini. Dopo i colpi di scena delle ultime settimane, la tensione in aula e fuori è molto alta. «Peccato che non si sia fatto nulla – dice l’avvocato della famiglia del calciatore, Fabio Anselmo-. Tutto rinviato all’8 di luglio ma qualcosa non quadra». Ed è sempre Anselmo a raccontare come «martedì con l’avvocato Silvia Galeone siamo partiti da Ferrara in auto per raggiungere Cosenza in vista dell’udienza di oggi (ieri; ndr) . Alle 18 ci viene detto che ben 4 testimoni dei 7 previsti si sono giustificati per evitare di essere presenti all’udienza». E poi i particolari: «Una di loro, che aveva importunato la povera Donata Bergamini nei giorni scorsi, si sarebbe ammalata improvvisamente di lombosciatalgia. Un altro, che parimenti aveva importunato Donata nei giorni scorsi, lamenterebbe patologie varie di data imprecisata. Entrambi avrebbero scaricato su di lei la “seccatura” di doversi recare a Cosenza, dimenticando il fatto che testimoniare è un dovere civico e soprattutto che stavano lamentandosi con la sorella della vittima morta ammazzata». Un’altra testimone «sarebbe stata colpita da una improvvisa crisi depressiva, diagnosticata da un dermatologo».
Ma non è finita qui: «Alle 9.30 di oggi (ieri; ndr) siamo tutti pronti e presenti in udienza quando la presidente della Corte ci comunica di avere appena appreso dell’improvvisa defezione di ben tre giudici popolari, con varie motivazioni. Non uno solo, non due, ma addirittura tre, tutti insieme - va avanti Anselmo -. A questo punto la presidente si è dovuta rassegnare al fatto che l’udienza non si sarebbe potuta celebrare. Se fossero stati assenti solo sei giudici popolari si sarebbe potuti andare avanti, ma cotre 3 no. I tre testimoni presenti sono tornati a casa, riconvocati per l’8 luglio». l
An.Bo.
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