Il potente faro puntato sul palazzo di fronte «Non dormiamo più»
Codigoro Il fascio di luce arriva dalla sede Inps
Codigoro Non riuscire a dormire di notte perché il faro, fortissimo, posizionato sull’immobile di fronte è diretto proprio nella camera da letto. E non solo. Quella delle famiglie che abitano nel lato su del palazzo adiacente alla sede dell’Inps di Codigoro è diventata una vera e propria odissea e la speranza è che se ne possa venire a capo in qualche modo. «Questa è solo una piccola battaglia, una battaglia speriamo non persa e nata il 25 marzo scorso - racconta Simona Mastellari -. Da marzo appunto abbiamo un fascio di luce molto forte che arriva direttamente sugli appartamenti sud del palazzo dalla sede dell’Inps di Codigoro. Nel mio caso la luce entra camera da letto cui non riesco più a dormire da una settimana».
I toni di Mastellari sono educati e molto tranquilli, chiede solo di poter riposare. «Ovviamente non me la prendo direttamente con i responsabili del luogo nonostante le ripetute sollecitazioni - va avanti l’uomo -. Me la prendo e denuncio un sistema che purtroppo si vede costretto a scegliere aziende evidentemente incompetenti, solo per la garanzia di bassi costi. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, perché un lavoro del genere non ha alcun senso, è privo di ogni logica».
E, ancora, «vorrei esprimere tanto altro ma il mio buon senso mi consiglia di tacere. Spero solo che chi ha partorito un progetto del genere faccia un passo indietro e venga a sistemare le cose».
Intanto, Mastellari ha mandato «due mail, una il 25 marzo in accordo con la responsabile includendo le foto, poi ne ho inviata una l’11 maggio ricevendo risposta che si sarebbe sollecitato chi di dovere, da lì non ho più avuto notizie. E la scorsa settimana sono andato alla polizia locale ma ancora non si è visto nessuno. Cosa altro devo fare?».
Certamente nessuno dei residenti si azzarda a entrare in una proprietà provata, anche solo per coprire con qualcosa la luce, visto anche il rischio che si potrebbe correre se poi dovesse succedere qualcosa. Ma l’appello è forte e chiaro: i responsabili della sede facciano qualcosa e chiedano a chi di dovere di mandare qualcuno a girare il faro nella direzione giusta, anche perché così la sicurezza non è certo garantita, anzi. l
Annarita Bova
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