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cronaca

Brazzolo, calciatore muore a distanza di 27 anni dall’incidente: dolore per “Franz”

Brazzolo è in lutto per il 46enne Sinigaglia. Il tragico schianto il 15 luglio 1995 sulla via del mare


13 giugno 2022 DAVIDE BONESI


BRAZZOLO. Se ne è andato dopo una immensa sofferenza, praticamente a 27 anni da quel tragico incidente che il 15 luglio 1995 sulla via del Mare all’altezza dell’abitato di Villanova sconvolse la vita a lui, ai suoi familiari e a quanti lo conoscevano. All’ospedale Sant’Anna di Cona è morto all’età di 46 anni Francesco Sinigaglia di Brazzolo, calciatore e studente che da quel tragico giorno è stato costretto su una sedia a rotelle. A dare la notizia sono stati la sorella Nadia e il cognato Luca con un post su Facebook del primo pomeriggio di ieri: “Oggi Francesco ci ha lasciato. Dopo tanti anni di sofferenza sentiamo come grande consolazione la certezza che ora si trovi in un luogo sereno e di riposo. Comunicheremo, appena conosciuta, la data è il luogo delle esequie”.

La tragedia

Per parlare di Sinigaglia, “Franz” per gli amici, bisogna necessariamente tornare a quel tragico incidente. Era il periodo della maturità e il 19enne di Brazzolo aveva completato il percorso di studi all’Itis “Copernico” di Ferrara. Di ritorno a casa, sulla via del Mare ha superato un’automobile, non vedendo l’autocarro che procedeva in direzione opposta, così per evitarlo ha scartato bruscamente finendo contro uno dei tanti platani della Rossonia, con la sua Golf Gtd che si è accartocciata e capovolta. Da subito le sue condizioni sono apparse gravi: Sinigaglia riportò gravi lesioni alla colonna vertebrale che lo costrinsero a rimanere sulla sedia a rotelle.

Una vita di fatto spezzata, la giovane vita di un ragazzo amato e stimato, valente sia negli studi che nel calcio. Cresciuto nella Copparese aveva debuttato anche nella prima squadra rossoblù e proprio l’estate dell’incidente aveva deciso di seguire l’amico allenatore Andrea Mazza in una società emergente, la Giacomense. Era un centravanti, generoso e molto forte fisicamente.

La solidarietà

E proprio dal calcio e dai tanti amici di Brazzolo e dai paesi vicini nel corso degli anni partirono iniziative benefiche. Prima tornei amatoriali, poi anche manifestazioni gastronomiche, sempre con l’obiettivo di sostenere la famiglia di “Franz” nelle spese necessarie per prendersi cura di lui.

Basti pensare a un aneddoto risalente nel 1999 e ben raccontato dal nostro quotidiano, quando fu allestita una lotteria per consentire l’acquisto di un computer grafico, necessario a Sinigaglia per effettuare esercizi di riconoscimento dei suoni. Strumento tanto utile quanto prezioso. Ebbene, quella prima festa della solidarietà per “Franz” vide vendere la bellezza di 15mila biglietti nel giro di pochi giorni e si pensi che il suo paese, Brazzolo (suddiviso fra i Comuni di Copparo e l’allora Formignana), conta poche centinaia di abitanti. Mesi dopo l’incidente non mancarono occasioni di vedere Sinigaglia al campo per le partite degli ex compagni di squadra della Juniores della Copparese ma, inevitabilmente, nel corso degli anni pur restando forte l’affetto per lui e i suoi familiari, i rapporti si sono rarefatti. Ma non la solidarietà, continuata più o meno intensamente con iniziative nel corso di questi lunghi anni.

L’addio

Nei famigliari del 46enne c’è poca voglia di parlare. Ieri a casa dei genitori Luciano e Graziella a Brazzolo sono arrivati in visita gli zii e i cugini di Francesco, mentre sui profili Facebook della sorella Nadia e del cognato Luca sono arrivati moltissimi messaggi di cordoglio. “Un abbraccio immenso a Graziella, Luciano e a tutti voi. Siete nelle nostre preghiere sempre” scrive un’amica. “Franz amico mio. Siamo cresciuti insieme, entrando nelle case degli uni e degli altri senza bussare, tanta era la fiducia nel nostro piccolo paese. Sei libero amico mio, ora sei libero. Ti conservo nel ricordo delle nostre partitine di fianco alla chiesa. Un enorme abbraccio a tutti voi, Nadia” scrive invece un altro amico. Ora si attende la data dell’ultimo saluto.

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