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cronaca

«Giù le mani dal nostro Garibaldi». Il caso del gallo di Copparo diventa nazionale

Le proteste sui social e fila di persone per salutare il pennuto


16 giugno 2022


Copparo «Garibaldi non si tocca». Non sono tutti uguali nella forma, ma il tenore delle migliaia di commenti apparsi ieri in rete era questo. La notizia di una raccolta firme fra i condomìni che abitano vicino al cortile di viale Carducci - dove vive da un anno il gallo più famoso della nostra provincia - e dell’incontro in programma domani tra i vigili urbani dell’Unione Terre e Fiumi e Alberto Vezzali (proprietario del cortile) per valutare dove mettere Garibaldi ha provocato un’insurrezione. Non solo sui social, ma anche “fisica”, con numerose persone che per l’intera giornata sono andate a salutare il gallo, ribadendo al proprietario dell’abitazione che Garibaldi deve restare lì, ormai adottato da tutti (quasi) i copparesi.

Le reazioni Come detto, è lungo l’elenco di commenti apparso ieri sui social, a partire dalla pagina Facebook della Nuova Ferrara che per prima ha lanciato il caso. Ma ben presto la notizia è rimbalzata sui siti online dei principali quotidiani nazionali, riportando Garibaldi alla ribalta dopo che già lo scorso anno era finito su Rai 1 nel programma ItaliaSì condotto da Marco Liorni. E oggi alle 10 Giovanni Mazzorana - l’animalista copparese da sempre vicino a Vezzali - sarà intervistato da Anna Pettinelli nel suo programma radiofonico a Rds. Non solo, in rete è spuntato un simpatico meme con una tabella del Comune di Copparo per gli orari del canto del gallo, ma anche una poesia di Diego Demetrio dedicata a Garibaldi, scritta sulla base del testo della popolare fanfare dei Bersaglieri.

L’offerta «Se il gallo vi disturba così tanto, datecelo indietro, qui troverà la giusta accoglienza e nessuno si lamenterà». A dirlo sono alcuni cittadini di Berra, dopo aver letto la notizia della raccolta firme. Il termine indietro perché Garibaldi si trova a Copparo dopo essere sfuggito al proprietario berrese durante un mercato settimanale. «Non pensavamo che Garibaldi potesse riscontrare così tanto astio – aggiungono i berresi –, d’altronde Garibaldi, come tutti i galli di questo mondo, canta e non a comando. Ma ci pare di capire che a lamentarsi siano in pochi, la maggior parte dei copparesi vuole bene al gallo».

Ai berresi la cosa sembra paradossale, perché lì di galli ce ne sono a bizzeffe e sentirli cantare, a ogni ora del giorno, è usuale. «Da noi, tranne quelli che abitano in piazza, tutti hanno animali e quindi non ci sono problemi, fermo restando che pure qui c’è qualcuno che non sopporta, ma viene immediatamente isolato. Abbiamo sentito parlare di soppressione (voci infondate; ndr), non scherziamo, c’è già una famiglia a Berra disposta ad accogliere Garibaldi, con i tanti animali che già ha; starebbe bene e arriverebbe tranquillo a morire di vecchiaia».

Domani pomeriggio l’atteso incontro al comando della Polizia locale dell’Unione a Copparo: certo dopo quanto letto e visto ieri al netto di una soluzione sarà difficile spostare Garibaldi da viale Carducci. l

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