ferrara
cronaca

Copparo. «Il gallo Garibaldi se ne deve andare». Alla fine vince la raccolta firme

L’incontro delude il proprietario del cortile dove vive il pennuto: "Mi vogliono multare". L'animalista infuriato: neppure ascoltato


18 giugno 2022 Davide Bonesi


COPPARO L’incontro di ieri (17 giugno)  al comando della Polizia locale dell’Unione Terre e Fiumi toglie le ultime speranze ai tanti fan di Garibaldi che speravano di non veder partire il gallo, la mascotte di Copparo. I vigili urbani nel ribadire che è stata presentata una raccolta firme da alcuni residenti in viale Carducci, stanchi del suo canto, hanno chiesto ad Alberto Vezzali - proprietario dell’abitazione nel cui cortile si è rifugiato l’animale - di trovare quanto prima una soluzione alternativa. Questo significa addio al gallo che aveva raggiunto una popolarità nazionale, fra programmi tv, radio e quotidiani di tutta Italia che avevano parlato prima della sua fuga e poi della raccolta firme per farlo spostare da Copparo.

Nel complesso probabilmente non c’è da sorprendersi, in fondo lo stesso Vezzali, stanco di essere additato e a volte anche offeso dagli stessi vicini per il canto del gallo, si era prodigato per trovare una soluzione. Ma sembra strano che quanto avvenuto in questi ultimi giorni, dalla processione davanti al cortile di viale Carducci ai messaggi pro Garibaldi sui social, non sia stato minimamente considerato. E, anzi, l’incontro di ieri pomeriggio ha lasciato l’amaro in bocca per non dire rabbia agli interessati. A partire da Giovanni Mazzorana, politico e animalista, referente provinciale dell’associazione nazionale “Ora rispetto per tutti gli animali”. «Non sono neppure entrato - si sfoga -, una vergogna mai provata in tutta la mia vita. Non solo seguo questa vicenda dall’inizio, ma da animalista e volevo portare la mia esperienza e spiegare che un animale non è un pacco postale che si sposta da un luogo all’altro. Ma non mi hanno voluto e dire che questo incontro era stato richiesto a me: prima mi chiamano e poi non mi fanno parlare. Uno scandalo, non deve passare sotto silenzio».

E non l’ha presa molto meglio lo stesso Vezzali, accompagnato dalla figlia: «Mi è stato detto che Garibaldi deve andare via - ci racconta il pensionato copparese - e che questo era un avviso verbale, passo successivo una multa. Il motivo? Perché il canto del gallo toglie il giusto riposo ai cittadini. Sono deluso, intanto perché vorrei ribadire che questo non è il mio gallo, è volato nel mio cortile, come poteva andare in altri giardini. Gli do da mangiare certo, ma da me non si fa toccare, quando metto il cibo a terra mangiano anche altri uccelli. Garibaldi sta sull’albero e non si fa prendere facilmente. In ogni caso, non ho visto la raccolta firme e non vi sono carte scritte, per obbligarmi a una cosa credo serva un’ordinanza. Ripeto, il gallo non è mio».

Come detto, Mazzorana e Vezzali stavano già muovendosi per una soluzione, che potrebbe essere una fattoria didattica di Villanova: «Domenica avrò un incontro con la titolare, vediamo se vorrà Garibaldi, ma ammesso lo voglia bisogna anche prenderlo». Con buona pace di quanti volevano difendere il loro simbolo.

Davide Bonesi

@RIPRODUZIONE RISERVATA


 

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.