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cronaca

La Sacca di Goro è senza ossigeno: arrivano le alghe

L’ira degli allevatori: «Fateci aprire i canali»


19 giugno 2022


GORO. «La Sacca sta soffocando, qui muore tutto». Ci risiamo. Con l’arrivo del caldo intenso e senza pioggia, la Sacca di Goro non ha quasi più ossigeno e le alghe hanno ormai invaso tutte le concessioni. Gli allevatori si devono svegliare molto prima dell’alba e iniziare a pulire, andando avanti così per tutta la giornata perché altrimenti la moria sarà inevitabile. E la rabbia arriva alle stelle. «Era prevedibile, ma tanto nessuno ci ascolta – si fa portavoce del malumore del porto il presidente della cooperativa La Vela Fausto Gianella -. Abbiamo chiesto più e più volte alla Regione Emilia Romagna di aprire i canali. Niente. Abbiamo anche scritto che ci avremmo pensato noi, che i soldi non sono un problema ma hanno fatto orecchie da mercante e le nostre pratiche sono tutte ferme. Burocrazia, così la chiamano. Noi abbiamo un altro nome: fine di tutto».

La Sacca di Goro è uno specchio d’acqua fra mare e laguna di duemila ettari che fa parte del territorio del Parco Delta del Po. È molto adatta per la mitilicoltura, essendo pro fonda in media 60-70 cm, con un massimo di 2 m nei punti più profondi. La sua formazione è in continua mutazione, poiché legata alle vicende idrauliche delle bocche del Po di Goro e del Po della Gnocca. Quando arriva il caldo intenso, l’acqua si scalda subito ed è necessario quindi un ricambio continuo. «Cosa che non può avvenire perché non ci è stata data l’autorizzazione all’escavo. Il Parco, la Regione, le mille limitazioni ci portano a vedere il nostro prodotto morire. Dopo due anni di Covid, con il gasolio alle stelle e i problemi della pesca che sono sotto gli occhi di tutti, questa sinceramente era più che evitabile». L’appello è direttamente al presidente Stefano Bonaccini: «Chiediamo che ci aiuti a sbloccare la situazione, che dia l’autorizzazione a scavare subito e a dare così ossigeno. Le nostre pretese in fondo non richiedono alcuno sforzo economico da parte della Regione, non riusciamo a capire perché si debba sempre bloccare ogni cosa - va avanti Gianella -. In Veneto hanno avuto tutto e sono lì che pescano tranquillamente. Possibile che per noi sia sempre tutto in salita? Cosa dobbiamo fare, minacciare l’ennesima protesta per ricevere attenzioni? E dove sono i nostri cari politici adesso?».

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