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Ferrara, l'allarme dei genitori: «Qualcuno aiuti nostra figlia, l’anoressia la sta uccidendo»

Ferrara, l'allarme dei genitori: «Qualcuno aiuti nostra figlia, l’anoressia la sta uccidendo»

A Ferrara non c’è un centro specializzato. Altrove niente posti

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FERRARA.  Vedere la propria figlia stare male e non riuscire a fare nulla. Sapere che altrove potrebbero aiutarla, ma avere le mani legate, perché, ad oggi, per lei non ci sono posti letto. «Ci sentiamo abbandonati», lo sfogo dei genitori di Carla (nome di fantasia), 11 anni e mezzo, ricoverata nel reparto di Pediatria dell’ospedale Sant’Anna di Ferrara per una grave forma di anoressia. Carla sta male. A Cona medici e infermieri fanno quanto possono, ma in questo caso il possibile non sarà mai abbastanza, perché la bambina ha bisogno di seguire un certo tipo di percorso e il Sant’Anna non è centro specializzato.

«Dovremmo riuscire a entrare al Sant’Orsola a Bologna, ma è pieno - racconta la mamma -. Il numero di bambini con questo tipo di disturbi è aumentato in maniera esponenziale e al momento non ci possono aiutare. O meglio, la bambina viene seguita dal punto di vista clinico, alimentata e idratata, ma per il resto purtroppo è tutto fermo. E cosa farà? Per quanto tempo dobbiamo tenerla in quel letto, non dormendo giorno e notte, perché non abbiamo soluzioni? Facciamo i turni, abbiamo altri figli e non ci possono nemmeno garantire la presenza di qualcuno che la sorvegli. Come noi lo stesso incubo lo stanno vivendo altre famiglie».

Carla il 6 giugno viene portata al Pronto soccorso del Sant’Orsola e i medici vedono che il problema c’è. La rimandano a casa, dandole appuntamento la settimana dopo: «Mia figlia non beveva e non mangiava, ma non era a uno stadio tale da doverla ricoverare: i posti sono pochi e c’è chi sta peggio».

La bimba torna a Ferrara, ma la sua situazione peggiora. Carla smette completamente anche di bere: «Il 9 la portiamo dal neuropsichiatra, il quale ci conferma la gravità della situazione. Ha chiamato gli ospedali di Parma e Piacenza: niente posti. Dal 10 di giugno Carla è in Pediatria a Ferrara e siamo in attesa. Il nostro è solo un grido d’aiuto, non possiamo vedere nostra figlia asciugarsi e sentirci dire che per lei non c’è un percorso da seguire nella nostra città. E che altrove ci sono già altri genitori e altri figli che soffrono allo stesso modo. Qualcuno ci aiuti».
 

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