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cronaca

Con le varianti di Omicron contagi saliti di oltre 40 volte nel Ferrarese

La conferma dai confronti con i positivi di giugno 2020 e 2021


20 giugno 2022


FERRARA Omicron non teme il sole, tantomeno le temperature da canicola che già rendono soffocante l’estate in città. Lo confermano i dati dei bollettini sanitari della provincia: le prime settimane di giugno 2022 messe a confronto con quelle dei due anni precedenti mostrano un’evoluzione che identifica le varianti di Omicron oggi più diffuse – in particolare la BA.2, la BA.4 e la BA.5 – come le velociste della pandemia. Sia nel 2021 che nel 2020 il sistema di tracciamento del virus evidenziava pochissimi esiti positivi: 1 tampone col virus su 123 nel bollettino del 9 giugno 2020, 2 su 190 nel report del 13 giugno 2020; 3 su 46 il 9 giugno 2021, 8 su 63 test complessivi nel resoconto del’11 giugno 2021. Quest’anno il bollettino del 15 giugno su 782 tamponi eseguiti riportava 253 contagi e nei tre giorni successivi il numero dei test con il virus è stato sempre superiore a 200 (213 giovedì, 255 venerdì, 208 sabato).

Nella settimana fra l’1 e il 7 giugno 2020 il bollettino sanitario annotò 2 decessi, 13 ricoveri al Sant’Anna e 6 contagi, la successiva successiva 5 decessi, 24 ricoveri a Cona e 8 contagi, tra il 15 e il 21 giugno 3 pazienti deceduti, 22 ricoveri al Sant’Anna e 5 contagi. L’anno scorso i numeri si sono solo leggermente modificati: 3 morti, 5 ricoveri a Cona e 35 contagi fra il 31 maggio e il 6 giugno, con un andamento simile per le due settimane successive. Nel 2022 fra il 30 maggio e il 5 giugno i decessi sono stati 5, i ricoveri al Sant’Anna 24 e 617 i contagi; questi ultimi sono cresciuti del 50% la settimana successiva (921) e, con un ulteriore balzo rispetto alla settimana precedente, di circa il 40% fra il 13 e il 19 giugno (quasi 1.300 i test positivi) con incrementi di 40 volte rispetto al 2021 e di 160 rispetto al 2020.

Un particolare che merita attenzione è che sia il numero dei decessi che dei ricoveri non ha seguito la progressione dei contagi (la settimana scorsa i decessi sono stati 2 contro i 9 della settimana precedente e anche la curva dei ricoveri non ha registrato impennate). Sars-Cov-2 corre e non sembra trovare barriere valide neanche nel vaccino, mentre gli effetti più gravi dell’infezione sembrano aver subìto una brusca frenata proprio a causa del vaccino che ha certamente giocato un ruolo importante nella copertura della popolazione rispetto al rischio sanitario più elevato.

Il Tampon Drive. Anche se le lunghe code di auto davanti al drive-through di via Rampari di San Rocco non sono più presenti, il presidio dove si eseguono i tamponi molecolari sui pazienti con i sintomi dell’infezione prosegue la sua attività anche alla domenica.

Ieri una quindicina di persone, fra le 9 e le 11 del mattino, si sono fermate davanti alla guardiola dove li attendevano un infermiere e una oss per l’esecuzione del test effettuato su prenotazione. Bambini, giovani, persone più mature e anziani, intere famiglie attraversano ogni giorno con l’auto il varco di uscita e attendono la risposta del Dipartimento di Sanità pubblica. Prima di raggiungere questo settore dell’ex ospedale entrano in isolamento domiciliare. Nel bollettino di venerdì scorso sono state 199 le persone entrate in isolamento (a Ferrara 101, a Cento 23, a Comacchio 12, a Copparo e a Terre del Reno 10). Non tutti poi risultano positivi ai test e questo significa che accanto ad Omicron si muovono altri virus e batteri in grado di produrre sintomi simili a quelli del Covid-19. Ieri almeno un paio di persone con sintomi si sono presentate al Tampon Drive per chiedere informazioni sul servizio.

L’ospedale. Il meccanismo che sta consentendo a milioni di cittadini con lo sguardo rivolto alla stagione estiva (ma anche ad una sventagliata di problemi che tutti insieme non si presentavano da decenni, dagli effetti della guerra all’inflazione, all’irreperibilità delle materie prime, all’impennata dei costi dell’energia, alla siccità e ci fermiamo qui) di evitare le restrizioni del passato è il numero relativamente basso di ricoveri che oggi mette gli ospedali nelle condizioni di organizzare il recupero di prestazioni sanitarie relegate nell’angolo dalla pandemia. Al Sant’Anna tra i reparti sempre pieni c’è quello di Pneumologia Covid. «Ma solo la metà dei pazienti accusa effettivamente sintomi respiratori legati all’infezione da Coronavirus – spiega il direttore, professor Alberto Papi – molti pazienti oggi entrano qui ma solo perché nel reparto è possibile l’isolamento a pressione negativa. Sono stati ricoverati per altre patologie e solo al controllo del tampone trovati positivi». L’ospedale sta organizzando il sistema delle “bolle” affinché, se i pazienti aumenteranno rispetto alla capienza attuale dell’area Covid, potranno poi essere isolati nei rispettivi reparti di pertinenza. Claudio Casaroli, medico di base e segretario del sindacato Fimmg, spiega che «oggi i sintomi che vediamo sono più lievi che in passato: mal di gola, tosse, qualche linea di febbre». l

Gi.Ca.

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