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cronaca

In Sacca è stato d’emergenza: «Acqua piena di alghe, subito i lavori»

La giunta comunale approva gli interventi di scavo necessari per dare ossigeno. Gli operatori: più programmazione


22 giugno 2022


Goro. Pronta la dichiarazione dello stato d’emergenza nella Sacca di Goro con l’approvazione, prevista per domani da parte della giunta comunale, di una delibera tesa da dare l’avvio a lavori di escavo necessari al ricircolo dell’acqua. Al caldo anomalo denunciato dai miticoltori, costretti a rimuovere ingenti quantità di alghe cresciute a causa della mancanza di piogge e alla diminuita ossigenazione dell’acqua, il Comune risponde con un provvedimento d’urto.

«La situazione è davvero d’emergenza – spiega la sindaca Marika Bugnoli –. Le temperature sono altissime, dal Po non è arrivato l’apporto idrico di acqua dolce, quindi la salinità della Sacca è aumentata. Già da 20 giorni i pescatori hanno cominciato a rimuovere grandi quantità di alghe per portarle a terra. Confido in un aiuto della Regione, perché non c’è la disponibilità a bilancio per la somma necessaria all’intervento di somma urgenza».

Anche Fausto Gianella, presidente della cooperativa La Vela invoca un incontro urgente con le istituzioni: «Manca una programmazione dei lavori. È tutto fermo e non sappiamo come venirne fuori. Per ogni intervento in Sacca viene richiesta una valutazione di impatto ambientale che allunga i tempi. È come se per riasfaltare una strada si dovesse rifare il Piano regolatore generale. Gli operatori del settore – prosegue Gianella –, anche in questa circostanza emergenziale sono disposti a rimboccarsi le maniche per effettuare i lavori, senza dover attendere le lungaggini burocratiche per pareri vincolanti, ritenuti non dovuti, in quanto non si crea una nuova infrastruttura, ma si ambisce solo a risolvere un problema contingente legato all’anossia e alla siccità. Il nostro è l’unico comparto economico della provincia ancora in salute, che assicura lavoro a migliaia di persone. Non lo si può trascurare così. Tra ritardi, burocrazia e aggravio di procedure – chiude Gianella –, stiamo assistendo ad un corto circuito fra la politica che vuole intervenire e gli apparati amministrativi di diversi enti. Abbiamo bisogno di risposte immediate».

Sono oltre 1.700 gli addetti alla miticoltura nella Sacca di Goro, senza contare i cozzari e gli operatori dediti alla produzione delle pregiate ostriche d’oro. Al pari dell’agricoltura, anche la molluschicoltura del territorio rischia di subire pesanti ripercussioni se non si interviene in fretta.l

Katia Romagnoli

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