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cronaca

Proust, Joyce e gli ultimi fuochi della Belle Epoque nel nuovo romanzo di Andrea Pagani

Appuntamento oggi alle ore 17 al teatro Verdi per parlare del libro “Il giardino d'acqua”


23 giugno 2022


FERRARA. Scrittura fluida e al contempo avvolgente, un romanzo che affascina per la capacità di tratteggiare caratteri, estri e vizi di alcune delle più insigni personalità del mondo letterario e culturale alla ribalta fra fine Ottocento e primo Novecento, restituite dalla penna dell'autore nella loro genialità e nelle loro debolezze.

Andrea Pagani, ferrarese, alla sua quattordicesima opera narrativa, stupisce e sorprende per la capacità affabulatoria che gli permette di rendere credibili e vitali i tanti celebri personaggi che popolano un romanzo che al prestigioso Salone del libro di Torino ha già ottenuto molti consensi.

Il libro sarà presentato oggi, giovedì 23 giugno, alle 17 nel rinnovato teatro Verdi (sito nell'omonima piazza), grazie alla generosa disponibilità dell'associazione Laboratori Aperti che gestisce la struttura. L'ingresso è gratuito. Con l'autore dialogherà il giornalista Sergio Gessi. Il racconto è ambientato all’hotel Majestic di Parigi, fra i più prestigiosi della capitale francese. Giovedì 18 maggio 1922 si verifica un evento leggendario: l’incontro fra i due giganti della letteratura, Marcel Proust e James Joyce. Attorno a loro si muove l'élite del tempo. Il romanzo di Andrea Pagani, in margine al Centenario di quello storico incontro (1922-2022), ricostruisce in forma appassionata e ironica, ma con un robusto fondamento scientifico, le dinamiche della magnifica serata al Majestic, in occasione della prima del Renard di Stravinskij, allestita dalla celebre compagnia dei Balletti russi di Sergej Pavlovič Djagilev.

Il libro di Pagani ci offre uno scenario suggestivo di quella serata: non solo del memorabile incontro fra Proust e Joyce, ma anche del movimento vertiginoso di molti altri personaggi che parteciparono all’evento mondano, una foltissima schiera di intellettuali come Pablo Picasso, Igor Stravinskij, Sergej Pavlovič Djagilev, Marcelle Meyer, Bronislava Nijinska, Vera Trefilova, Olga Khokhlova , Clive Bell, Winnaretta de Polignac, Léon Delafosse, i coniugi Schiff (ricchi mecenati e organizzatori dell’evento), e molti altri. Agile e leggera è la scrittura di Pagani, pur arricchita da incursioni nella saggistica e nella riflessione filosofica. L'autore approfondisce la complessa personalità dei due grandi scrittori, e al contempo disegna un gustoso affresco della società parigina del primo Novecento. In appendice il libro è arrochito da 20 divertenti profili dei protagonisti (folkloristici “titoli di coda”), ritratti umani e psicologici che ci aiutano a familiarizzare con i celebri artisti attraverso ossessioni, capricci, manie, fissazioni, bizzarre patologie. 

Andrea Pagani è insegnante di Lettere e collaboratore dell’editore Zanichelli. È autore di oltre quaranta pubblicazioni fra testi saggistici sul Cinquecento/Seicento e sul Novecento (Tasso, Basile, Garzoni, Calvino, Proust, Joyce, Buzzati, Fenoglio) e testi narrativi. Il suo saggio su Joyce “Il cammino di Bloom” (Pàtron, Bologna, 2019, prefazione di Renzo Crivelli) è stato presentato alle celebrazioni internazionali del Bloomsday di Trieste. È presidente dell’associazione culturale “Ippogrifo. Vivere la scrittura”. Cura la rubrica letteraria settimanale Lo Scaffale della Domenica (in «leggilanotizia.it») e tiene corsi di Letteratura e scrittura creativa all’Università Aperta di Imola. Quattordici sono le opere di narrativa delle quali Pagani è autore, fra cui “Il colore del vento”, “La fontana bianca”, “Le indagini imperfette”, “Come i Griffin. Genealogia dell'amorale”.

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