Cento. La protesta degli esercenti: «Ridateci la piazza»
Saltano “Ristoranti sotto le Stelle” e “Botteghe di Sera”. Gli operatori del centro all’attacco dell’amministrazione
Cento «Non fare “Ristoranti sotto le Stelle” e “Botteghe di Sera” è un danno per ristoratori e commercianti del centro storico, ma va a colpire anche il sociale. Coccinella Gialla, la Sala da Tè solidale, come le associazioni carnevalesche, erano parte integrante dell’evento». Sono i rappresentati di via del commercio del centro storico di Cento, sostenuti da Ascom Confcommercio, a sollecitare l’amministrazione Accorsi affinché le due iniziative, sempre di successo, non vengano definitivamente sospese. La protesta di commercianti e ristoratori si alza a seguito dei vari incontri avuti nei mesi scorsi col vicesindaco e assessore alle attività produttive Vanina Picariello.
«Fin dal primo incontro – riferiscono i rappresentanti del commercio delle vie del centro cittadino – l’assessore ci ha ribadito che per “Ristoranti sotto le Stelle” non c’erano i soldi. Abbiamo proposto di trovare sponsor, d’individuare ristoratori da fuori Cento, se i nostri non avessero partecipato, e di coprire stand anche con pasticcerie e bar. Ma la risposta è sempre stata no. Fin dall’inizio, l’amministrazione non ha mai mostrato interesse, né volontà di realizzare l’evento che, assieme a “Botteghe di Sera”, ha sempre riscosso grande successo, richiamato tanta gente in centro. Anzi, è stato chiesto a noi commercianti di fare un bando per organizzare l’iniziativa. Richiesta impraticabile».
I commercianti si sono così rivolti al sindaco Accorsi: «Alla conferenza con i commercianti del 26 maggio, il vicesindaco ha poi annunciato di aver trovato 20mila euro, non sufficienti per realizzare l’evento, dal costo di circa 40mila euro. A quel punto, comunque, non c’erano più i tempi tecnici per poter organizzare “Ristoranti sotto le Stelle”. Impossibile a fine maggio, sostengono, trovare attrezzature a noleggio e ristoratori disponibili: «La manifestazione sarebbe dovuta partire a metà giugno, per dare continuità agli eventi al termine del Carnevale, e riempire il centro prima delle vacanze di agosto».
Non fare il doppio evento per il mondo del commercio ha una pesante ricaduta: «Non solo è un danno economico per i ristoratori e i negozianti che rimanevano aperti fino a tardi il mercoledì sera, ma viene meno anche l’aspetto sociale, che era alla base dell’iniziativa. Con grande entusiasmo e soddisfazione I ragazzi di Coccinella Gialla e della Sala da Tè diventavano ogni sera protagonisti tra i tavoli».
Non da poco, poi, l’aspetto della sicurezza: «Un mese e mezzo di piazza Guercino gremita e illuminata vuol dire allontanare i loschi individui che d’abitudine frequentano il centro storico di Cento nelle ore serali e notturne. Avrebbe davvero voluto dire trasformare il centro storico in un salotto. Nonostante le promesse fatte in campagna elettorale, oggi il centro storico è sempre più trascurato, sporco e insicuro. Lo abbiamo detto chiaramente – proseguono i commercianti –, che riteniamo insufficienti e inadatti gli eventi proposti dall’amministrazione, tra l’altro ad oggi nemmeno pubblicizzati, come bar e ristoranti in strada, disco ring, burattini, auto d’epoca e poco altro. Ma non siamo stati ascoltati. Siamo stanchi di parlare con un’amministrazione che non ascolta e non coglie i bisogni del commercio del centro storico. Ad oggi, gli eventi estivi che ci sono a Cento, sono fuori del centro e promossi da realtà private o diverse dal Comune. Benissimo la rassegna “Estate a Cento 2022” alla Rocca, ma è altro rispetto al commercio del centro storico».
Un vero peccato, per Roberto Giacomini (segretario della delegazione Ascom di Cento) non poter realizzare i due eventi: «Per la loro riuscita, i nostri operatori hanno sempre dato il meglio. Sono iniziative che, oltre a ravvivare il centro cittadino, abbracciavano anche il sociale, grazie alla collaborazione con Coccinella Gialla e Sala da tè, e lasciavano spazio alle associazioni carnevalesche. Occasione di ritrovo e socializzazione, oltre che un sicuro richiamo di persone in città. L’auspicio è che la manifestazione sia soltanto slittata e che trovi presto spazio all’interno di un calendario annuale di eventi, stilato quanto prima e condiviso con associazioni e rappresentanti di via».
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