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Due giorni in casa col morto ma la coppia sospetta è libera

Due giorni in casa col morto ma la coppia sospetta è libera

Lividi sul corpo del 73enne Rocco De Salvatore, appartamento predato. Sentito un 46enne visto dai vicini, la donna invece è ancora ricercata

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Finale Cos’è accaduto nell’appartamento al primo piano della palazzina al 4 di via Volta, a Massa Finalese? Omicidio? O morte causata da malore a seguito di aggressione? Perché che ci sia stata un’aggressione in casa di Rocco De Salvatore, è evidente.

Il corpo del 73enne è stato trovato in camera da letto con lividi su un braccio e una gamba, l’asse del letto e la spalliera rotte, il portafoglio gettato dopo aver prelevato i soldi e le carte, i mobili aperti in tutta la casa. Perfino una tv smontata e lasciata vicino all’ingresso, come pronta da portare via. Una rapina finita male? Un movente passionale? Altre domande di un giallo a cui forse darà risposta solo la Medicina legale. A effettuare il recupero e il trasporto, l’agenzia Bianchini del gruppo Concordia.

Si sa che il suo ultimo accesso a WhatsApp, che usava costantemente tutti i giorni, è stato venerdì alle 10.19, poco dopo che era stato visto fare la spesa al Conad di Finale. Poi più nulla: anche il suo telefono è sparito dalla camera. Aveva da poco intrecciato una relazione con una 49enne di origine marocchina che faceva una vita un po’ borderline: senza fissa dimora e segnata da problemi di dipendenze che le hanno fatto perdere la custodia dei suoi due figli. Rocco, ex dipendente comunale che abitava qui da 35 anni, la conosceva da quando era ragazzina, perché una volta anche lei viveva in quel condominio.

Forse la relazione è partita dall’indole generosa di Rocco, che in paese tutti definiscono come una persona sempre pronta ad aiutare tutti. Sta di fatto che il rapporto era diventato molto conflittuale: i figli di Rocco parlano di ripetute aggressioni da parte di lei. Gli avevano detto di stare lontano da quella donna. Pare che lei avesse intrecciato un’altra relazione con un 46enne di Finale, segnato da problemi di tossicodipendenza. Ma lui la picchiava. Tanto che lei lo aveva denunciato ai carabinieri ed era scattato per lui il divieto di avvicinamento alla donna. Al che lei, martedì appunto, era tornata da Rocco, forse in cerca di protezione.

Ma il 46enne nel pomeriggio di venerdì è arrivato qui ed è stato sentito dai vicini picchiare violentemente alla porta di casa di Rocco. I vicini hanno sentito rispondere solo la voce di lei, che diceva: «No, non ti apro!». Poi però il 46enne è riuscito a entrare. I vicini riferiscono di avere visto i due uscire dall’appartamento domenica sera poco prima delle 21. Subito dopo Stefano, figlio di Salvatore, che già era passato due volte per salutare il padre non ricevendo risposta al campanello, al terzo tentativo ha trovato stranamente la chiave della porta sotto lo zerbino, e con essa anche la chiave della macchina del padre, una Fiat Stilo. Prima non c’erano. Come se qualcuno le avesse messe apposta. Aprendo la porta, ha quindi fatto la tragica scoperta.

Da qui l’allarme, che ha portato sul posto i carabinieri di Finale e i colleghi del Nucleo investigativo di Carpi, che hanno fatto rilievi e sentito persone per tutta la notte. Per gran parte della giornata di ieri è stato risentito il 46enne, che da quanto si è appreso ha ammesso di essersi recato a casa di Rocco ma negando di averlo visto. Eppure in casa sono stati ritrovati i resti di una torta mangiata da due persone, con i piattini. Possibile che sia entrato venerdì, abbia mangiato con la donna, e sia uscito domenica senza accorgersi che Rocco era morto? Al momento gli è contestata solo la violazione del divieto di avvicinamento alla donna, ed è libero.

La donna invece a ieri sera era ancora ricercata. Diverse persone hanno riferito di averla vista venerdì, sabato e domenica sulla Stilo di Rocco, guidata da un uomo che poteva essere il 46enne. La macchina è stata trovata dai carabinieri domenica sera sporca e rovinata, mentre Rocco la teneva sempre come un gioiello. Ed era parcheggiata dove lui non la metteva mai.

Francesco Dondi

Daniele Montanari

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