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Covid, contro il rischio dell’onda autunnale a Cona «un modello flessibile»

Covid, contro il rischio dell’onda autunnale a Cona «un modello flessibile»

Pandemia: l'ospedale Sant'Anna si muove. Il direttore della Pneumologia Alberto Papi: tanti morti, ecco perché

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Ferrara Il terzo autunno marcato dalla pandemia suggerisce all’azienda ospedaliera di avvalersi di un’organizzazione flessibile sul fronte del personale. L’ondata estiva, che ha sorpreso un po’ tutti, ha messo in seria difficoltà gli ospedali, Sant’Anna compreso, e non ha risparmiato chi lavora nei reparti. «Abbiamo avuto tre operatori che si sono ammalati in contemporanea nel periodo di maggior impatto della curva primaverile ed estiva – ricorda il professor Alberto Papi, direttore della Pneumologia a Cona – In questo momento, per fortuna, non registriamo assenze». Ma in vista della ripresa autunnale, dopo due anni in cui fra settembre e ottobre l’andamento dei ricoveri si è impennato imponendo agli ospedali scelte drastiche per consentire l’ampliamento delle aree Covid, quest’anno sarà applicata una formula più elastica che tiene conto anche della curva che hanno assunto contagi e ricoveri nelle ultime settimane.

«Un’unità di personale sarà prevista per affiancare i colleghi se la pressione sui reparti Covid tenderà ad aumentare oppure, se non si creerà questa esigenza, per svolgere servizio in ambulatorio. Personalmente mi aspetto un incremento dei ricoveri di pazienti Covid, ma devo anche dire che in questo momento la situazione non differisce molto da quella riscontrabile in ospedale un anno fa, nonostante l’ondata estiva sia stata decisamente più importante di quella che si era generata nell’estate del 2021».

La fase attuale della pandemia vede un calo dei contagi, un rallentamento dei ricoveri ma un dato piuttosto elevato di decessi. «Nel corso di questi due anni e mezzo sono cambiati i pazienti dei reparti Covid – spiega Papi – In passato prevalevano le polmoniti, anche con effetti letali, e molti pazienti non erano anziani. Oggi nei reparti Covid abbiamo una degenza anziana con comorbilità, patologie che sono il motivo reale del ricovero e che in molti casi hanno compromesso in modo decisivo la condizione sanitaria della persona. Il Covid, che spesso viene evidenziato col tampone al momento del ricovero, può aggravare il quadro ma spesso non è la causa del decesso».

L’eliminazione in primavera delle mascherine e delle restrizioni «è stato uno dei fattori che hanno agevolato l’ondata estiva ma stiamo rientrando ai livelli di un anno fa. Alcuni pazienti, che richiedono cure di particolare complessità, vengono «ricoverati ed isolati nelle cosiddette “bolle” fuori dai reparti Covid». l

Gi.Ca.

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