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Ecomostri, il rifugio dei senzatetto nel quartiere più difficile di Ferrara

Marcello Pulidori
Ecomostri, il rifugio dei senzatetto nel quartiere più difficile di Ferrara

Vivono nei palazzoni mai terminati di via Scalambra. L’arrivo dei carabinieri

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Ferrara Sempre meglio vedere coi propri occhi. Via Italo Scalambra, cuore del quartiere Gad. In linea d’aria 200 metri dal centro storico. La zona, in cui sorgono alcuni condomini, è dominata da un palazzone (mai terminato) di 4 piani. Costruzione iniziata una decina di anni fa.

Il percorso Percorriamo i binari a fianco dell’area verde. «Lo scorso fine settimana è arrivata un’ambulanza – racconta una residente che incontriamo mentre è a spasso col suo cagnolino – qualcuno, evidentemente, si è sentito male. Non so come sia finita. Ma qui è possibile anche che una persona muoia senza che nessuno se ne accorga. Bisognerebbe bonificare in qualche modo questa zona».

Via Scalambra da qualche anno è al centro della cronaca cittadina. Cronaca che non di rado si tinge di nero. Questi palazzoni, sui cui muri esterni si leggono i graffiti disegnati nottetempo da chi li abita, sono diventati il rifugio preferito di sbandati, senzatetto, senza fissa dimora o comunque persone sulle quali si è avversato il senso del tempo. Qui, perlomeno, si può trovare riparo dalla pioggia o dalle altre intemperie. Per il resto, basta un materasso per riuscire, anche qui in qualche modo, a chiudere un occhio e riposare. Non si può occupare edifici in questo modo, la legge lo vieta. Sta di fatto che queste persone sfortunate ci sono. La presenza di forze dell’ordine e di un’ambulanza non poteva passare inosservata ai residenti della zona. Anche ieri, durante il nostro sopralluogo, i carabinieri sono arrivati per controllare cosa accade in questa zona.

Un giovane Intanto da uno dei palazzoni, prima del canale Boicelli, si fa vedere un giovane che attira su di sé l’attenzione: «Perché fotografate – chiede in un italiano stentato – io avevo un appartamento ma ho dovuto abbandonarlo. Adesso dormo qui», dice. E i carabinieri, quando raccontiamo il perché della nostra presenza, mostrano di conoscere molto bene la situazione. l


 

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