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Ferrara, focus sul carcere: sovraffollamento e detenuti psichiatrici

Ferrara, focus sul carcere: sovraffollamento e detenuti psichiatrici

La visita dei radicali Benvenuti e Laruccia

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Ferrara Sovraffollamento e la presenza di detenuti psichiatrici sono i due principali punti critici del carcere ferrarese dell’Arginone. Ieri i consiglieri nazionali del Partito Radicale Maura Benvenuti, di Ferrara, e Vito Laruccia di Crevalcore, hanno visitato la casa circondariale estense, ricavandone una buona impressione sulla gestione generale e sul potenziamento dei servizi di assistenza medica, ma trovando conferma riguardo ai problemi cronici comuni a molte carceri italiane.

«La Comandante Gadaleta ci ha accompagnati nel corso della visita; da sempre apprezziamo l’impegno profuso nel cercare di affrontare i risolvere i problemi, ma la situazione resta per alcuni aspetti difficile», sottolinea Benvenuti. A cominciare «dall’arrivo, da altri penitenziari, di detenuti psichiatrici. Alla chiusura degli Opg (ospedali psichiatrici giudiziari)non è seguita in modo adeguato l’attivazione delle Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure alternative), e di conseguenza i detenuti con disturbi mentali vengono semplicemente riportati in carcere, e questo comporta grandi problemi di gestione e difficoltà sia per gli operatori che per gli altri detenuti».

Proprio giovedì scorso, come segnalato da alcuni sindacati della polizia penitenziaria, un carcerato aveva dato in escandescenze, devastando una guardiola e mettendo a rischio l’incolumità degli operatori.

«È una questione strutturale, una carenza del sistema a creare queste situazioni esplosive – conferma Benvenuti riferendosi alla riforma incompiuta seguita alla chiusura degli Opg, ma anche «alla carenza di magistrati di sorveglianza: ci sono detenuti che potrebbero uscire, ma i tempi della giustizia si allungano». Importante, per migliorare la gestione interna, è l’assegnazione di questi giorni di una decina di nuovi agenti penitenziari freschi di concorso.

Altra criticità ricorrente, il sovraffollamento: ora all’Arginone ci sono 345 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 244 posti e tollerabile di 461. «Ma c’è da dire che il carcere ferrarese è tra i pochi con celle con non più di due letti». Dei 345 detenuti, 210 sono italiani e 135 stranieri; 283 sono detenuti comuni e 8 di Alta sicurezza. I collaboratori di giustizia sono 27, altrettanti i congiunti di “pentiti”.

Tra le note positive «le molte attività per i detenuti (anche se la Comandante vorrebbe che ci fosse più lavoro), l’ordine e la pulizia delle mense e i nuovi servizi di cui si è dotata l’infermeria rispetto alla nostra ultima visita, circa due anni fa: ora c’è un medico diabetologo che visita una volta alla settimana i numerosi detenuti diabetici, un dentista, una cyclette per la riabilitazione, un ecodoppler, un ecografo e, a breve arriverà un ecocuore. Tutti servizi e macchinari importanti anche per diminuire le traduzioni dei detenuti verso l’ospedale, operazioni complesse che impegnano anche due-tre agenti alla volta».l

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