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Dopo il nubifragio

Caditoie intasate a Ferrara, Hera replica: pulizie fatte, ma evento abnorme

Alessandra Mura
Caditoie intasate a Ferrara, Hera replica: pulizie fatte, ma evento abnorme

Ferrara Tua: piano da 5mila potature, ma il “dopo tempesta” costerà 200mila euro. Un’altra giornata di superlavoro: 550 interventi in coda solo per i vigili del fuoco

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Ferrara Nessuna quiete dopo la tempesta. Se il sole tornato a splendere ha dato un’illusione di tregua, non così è stato per vigili del fuoco, protezione civile, polizia locale, Comune e Ferrara Tua, che ieri hanno continuato a smaltire il lungo strascico del fortunale, con centinaia di richieste e interventi in coda (550 solo per i pompieri). Le piante rese più secche e fragili da un lungo periodo di siccità, un maltempo distribuito in tre giorni con vento di grande intensità e precipitazioni di portata eccezionale hanno formato “la tempesta perfetta”: le forti raffiche hanno trovato minore resistenza nelle piante stremate, e i rami hanno intasato le caditoie. Poi ci hanno pensato 90 millilitri di pioggia caduti in meno di un’ora (pari a 6 mesi del 2021, secondo Arpae) a fare il resto, considerato che la nostra rete fognaria ha ancora caratteristiche e portata a misura di condizioni climatiche che invece stanno drammaticamente cambiando.

Molti i disagi e i malumori per gli allagamenti di case e negozi. Hera replica ricordando che «nonostante l’evento eccezionale il sistema di sollevamento ha funzionato regolarmente e infatti in alcune ore la situazione è notevolmente migliorata; si è verificato un lieve ritardo solo nelle zone caratterizzate da blackout elettrici, come Francolino, e in queste si sta collaborando con i colleghi dell’area Ambiente nelle conseguenti attività di pulizia».

Per quel che riguarda la pulizia delle caditoie «si segue un piano condiviso, che ha una frequenza che varia a seconda delle priorità e del rischio, e ovviamente senza saltarne nessuna. Nel caso del centro storico e di Ferrara Ovest, la pulizia era stata effettuata di recente, ma occorre considerare che la zona interessata dalla bomba d’acqua era molto estesa, in quanto riguardava tutta la città».

Gli interventi sugli alberi caduti, e sui punti critici della viabilità (riaperto il sottopasso di viale Po, con conseguente ripristino dei normali tragitti delle linee Tper 2 e 6) hanno allentato i disagi al traffico, anche se le operazioni sono tutt’altro che concluse: «Venerdì abbiamo provveduto alla grande viabilità e alle zone di passaggio e oggi (ieri per chi legge, ndr) ci stiamo concentrando sulle aree private, e a partire da lunedì procederemo a raggiera, cominciando dalle scuole che devono essere in piena sicurezza per l’inizio dell’anno scolastico», spiega l’amministratore unico di Ferrara Tua, Luca Cimarelli.

Una delle priorità delle otto squadre della società in campo anche ieri mattina (team composti dal personale dell’Associazione temporanea di imprese che - per conto dell'azienda - si occupa della manutenzione del verde) è stata via Caldirolo, tra le strade più colpite, dove in due giorni sono crollati cinque alberi: «In situazioni del genere non ci sono regole che tengano – prosegue Cimarelli – quello che possiamo fare è procedere con il piano di manutenzioni previsto, con le risorse che abbiamo a disposizione. E con pazienza, visto che a ieri sera c’erano 120 richieste di intervento. Con il progetto potature possiamo partire in autunno e finire in primavera, in previsione ce ne sono oltre 5mila. Naturalmente abbiamo definito delle priorità, sulla base della mappatura delle piante ma paradossalmente a crollare non sono state sempre quelle ritenute più fragili, considerato che la tempesta ha colpito a strisciate, devastando alcune zone e risparmiando altre. San Bartolomeo e Pontelagoscuro sono state investite in pieno, Barco e Malborghetto sono rimaste quasi indenni».

Il programma di manutenzioni straordinarie, conclude Cimarelli, andrà avanti anche nel biennio 2023-2024: «Quando sono arrivato c’era un arretrato di 10mila potature e contiamo con la prossima straordinaria di esaurire il pregresso e cominciare con la manutenzione ordinaria».

Per i piani di potature è stato stanziato un milione di euro all’anno, ma queste operazioni legate all’emergenza costeranno un extra di 200mila euro.l

A.M.

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