Cento, fare energia dalla comunità: laboratorio del futuro
Lanciata una collaborazione tra Comune, associazioni e imprese. L’obiettivo è facilitare l’accesso a fonti sostenibili riducendo i costi
Cento Il futuro in campo energetico? Al netto della crisi di approvvigionamento di questo periodo, sarà basato sulle fonti rinnovabili piuttosto che su quelle fossili, ma anche, in una prospettiva ampia, su autoproduzione e autoconsumo.
Le amministrazioni pubbliche possono giocare un ruolo fondamentale in un’ottica del genere e il Comune di Cento è intenzionato a sviluppare una Comunità energetica rinnovabile (Cer), vale a dire un soggetto giuridico che veda la partecipazione di Municipio, imprese e associazioni. Obiettivo, appunto, promuovere nel territorio l’accesso a sistemi energetici sostenibili, economici e moderni.
Lo spunto Il Comune si è aggiudicato, già nello scorso marzo, un contributo da parte della Regione Emilia-Romagna: 70mila euro per il biennio 2022 e 2023). Tra le finalità c’è l’elaborazione di uno studio di fattibilità del progetto, prevedendo l’efficientamento energetico del patrimonio pubblico.
Una manna in questo frangente che parla di un notevole incremento dei costi a carico per le bollette. Da alcune prime stime, per un piano a 360 gradi su questo versante servirebbero interventi per circa due milioni e mezzo di euro, aveva detto qualche settimane fa il sindaco Edoardo Accorsi nel corso di un incontro pubblico, aggiungendo che «l’assessore all’ambiente Salatiello sta preparando progetti da candidare qualora si aprano bandi di finanziamento Pnrr sulla linea d’intervento delle comunità energetiche».
Il partner Tornano all’iniziativa del Cer sostenuta dalla Regione, la giunta comunale nei giorni scorsi ha stabilito una partnership tecnica con la società Agenzia per lo sviluppo sostenibile Aess di Modena, realtà che fa parte della rete europea delle agenzie per l’energia ManagEnergy. Si tratta, inoltre, di un soggetto che dal 2016 è accreditato come Centro per l’Innovazione e Trasferimento Tecnologico della Rete alta tecnologia della Regione Emilia Romagna.
Cento, individuata come sede di uno dei sette laboratori territoriali regionali finanziati in primavera, cercherà di valorizzare anche il contributo delle imprese private per arrivare a definire un modello replicabile altrove. In Emilia-Romagna c’è già qualche esempio virtuoso sperimentale che fa da capofila. A Imola un gruppo di imprese produce collettivamente e consuma energia generata da fonti rinnovabili; a Bologna si lavora a Geco, un progetto per sviluppare la produzione sostenibile di energia nella zona Pilastro-Roveri; mentre a Scandiano un condominio che produce da sé l’energia elettrica di cui ha bisogno e ne accumula anche per alimentare una flotta di automobili elettriche. l
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