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Ferrara, Malaguti in pole per la Camera: leghisti in ansia

Stefano Ciervo
Ferrara, Malaguti in pole per la Camera: leghisti in ansia

Centrodestra, seggio all’ultimo tuffo Il coordinatore FdI scelta meloniana

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Ferrara L’ultima notte di scontri sulle candidature nel centrodestra per le elezioni politiche del 25 settembre è cominciata con Mauro Malaguti in pole position per il posto più pregiato a disposizione dei ferraresi, cioè il collegio uninominale della Camera. Se le indicazioni della vigilia saranno dunque rispettate, si prospetta un confronto tra il coordinatore dei “fratelli” e Paola Boldrini (Pd) per conquistare il titolo di parlamentare rappresentativo del territorio, un esito in qualche maniera clamoroso anche se non ancora ufficializzato per timore di ribaltoni nazionali dell’ultimo momento.

Assetto d’ingresso Il seggio sembrava infatti fino a poche settimane fa una faccenda interna alla Lega, con il coordinatore Davide Bergamini e il vicesindaco Nicola Lodi a contendersi la posizione di frontman della campagna elettorale, in un territorio che cinque anni fa era stato conquistato dai nemmeno in corsa Maura Tomasi (contro Dario Franceschini) ed Emanuele Cestari, e che subito dopo aveva incoronato nel suo capoluogo il sindaco Alan Fabbri. Invece la candidatura di Malaguti, avanzata direttamente a Giorgia Meloni con disponibilità a correre «anche nel sud», ha preso consistenza giorno dopo giorno, grazie soprattutto alla scelta dei vertici nazionali leghisti di puntare quasi esclusivamente su Piemonte, Lombardia e Veneto per quanto riguarda i collegi proporzionali. Di qui l’indicazione leghista per soli tre collegi della Camera su dieci emiliani (Jacopo Morrone a Rimini, Laura Cavandoli a Parma e Benedetta Fiorini a Imola), e addirittura uno solo al Senato su cinque. FdI può a questo punto puntare a 5 candidati in Emilia, uno dei quali appunto è Malaguti: il rischio di “paracadutati” sarebbe in questo caso ridotto, come pure di alleati centristi (Vittorio Sgarbi gradirebbe un seggio ancor più sicuro al Sud).

In questo scenario il derby leghista si riduce al posto più promettente in uno dei listini.

Forzisti alla finestra Buone possibilità di piazzare un paio di candidati nei listini proporzionali ce l’ha Forza Italia, che ha presentato ai nazionali qualche giorno fa una rosa di nomi e lì è rimasto. «Se devo scegliere, preferisco un candidato in un buona posizione piuttosto che due più in basso, anche perché sono diventati contendibili collegi uninominali impensabili in Emilia, e quindi possono scattare posizioni a sorpresa nei listini con il meccanismo delle scelte» fa presente il coordinatore provinciale Matteo Fornasini. I cinque nomi sono Fabrizio Toselli, Diletta D’Andrea, Ilaria Vergnani, Emanuele Mari e Luciano Tancini, «non abbiamo espresso indicazioni per l’uno o per l’altra, decide il nazionale» conclude Fornasini.

Verso sinistra In attesa che i centristi di Bova e Marattin battano un colpo (si va ad oggi, pare), gli ex alleati di +Europa, oggi schierati a fianco del Pd, hanno indicato ufficialmente il loro candidato. Si tratta di Paolo Niccolò Giubelli, attivista tra i più in vista del movimento a livello territoriale, che sarà candidato nel listino proporzionale della Camera. «In realtà ci era stata chiesta anche una candidatura femminile ma non siamo riusciti a trovare il nome giusto» fa presente il coordinatore Mario Zamorani.

Più a sinistra coltivano speranze di potersi presentare i referenti ferraresi della nuova formazione Unione popolare con De Magistris, che raccoglie tra gli altri Prc e Potere al popolo. «Abbiamo organizzato la campagna di raccolta firme in pieno agosto, con banchetti anche alla vigilia di Ferragosto, e la gente ha risposto alla grande» racconta Stefania Soriani, leader provinciale Prc: a livello provinciale sono state sfiorate le 300 firme, ora bisogna attendere il dato complessivo. Sarà nel caso la stessa Soriani la candidata alla Camera Ferrara, già in fase di organizzazione iniziative elettorali contando sul traino del sindaco di Napoli. l

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