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Verso le elezioni

Ferrara, Malaguti (FdI) per la Camera. Nella Lega la spunta Bergamini

Stefano Ciervo
Ferrara, Malaguti (FdI) per la Camera. Nella Lega la spunta Bergamini

Fuori dalle liste il vicesindaco Lodi, Carroccio in ebollizione

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Ferrara Davide Bergamini capolista nel proporzionale Lega della Camera, Mauro Malaguti candidato del centrodestra al collegio Camera 9 che completa la clamorosa accoppiata di Fratelli d’Italia con Alberto Balboni (Senato Ferrara-Ravenna). Matteo Fornasini al secondo posto nel listino proporzionale Camera di Forza Italia. Nicola Lodi escluso dalle candidature. È questo lo schieramento dei big del centrodestra in provincia di Ferrara, dove stando ai numeri delle Regionali c’è la possibilità di un en plein. Ma le scelte nell’aria ormai da giorni, e ufficializzate ieri tra ora di pranzo e pomeriggio, hanno profondamente dilaniato in particolare la Lega, con il vicesindaco Lodi, che fino all’ultimo ha sperato nella candidatura, descritto come profondamente deluso, e malumori diffusi sul territorio anche per l’esclusione senza nemmeno discutere degli uscenti Emanuele Cestari e Maura Tomasi: la resa dei conti potrebbe non essere lontana.

Malaguti e la colla Il coordinatore provinciale di FdI, in pole position da giorni per strappare la candidatura ai favoriti leghisti, ha ricevuto la notizia con un messaggino dalla sua organizzazione, «ho festeggiato come mio solito, cioè lavorando: sto caricando materiale elettorale nella sede della Regione. E il fatto di essere candidato non cambierà il mio modo di fare campagna elettorale: sto già preparando la mia colla speciale per affiggere i manifesti, questa funziona non come la colla da parati che comprano i ragazzi». Malaguti è consapevole di aver messo a segno un colpaccio, in una provincia ancora dominata amministrativamente dalla Lega, e vuole anzitutto mettere da parte gli accenti polemici che non di rado hanno caratterizzato i rapporti con il Carroccio: «Ci sono stati problemi veri solo a Comacchio, un caso isolato le cui responsabilità sono del sindaco Negri e di Maura Tomasi. Con Nicola Lodi non c’è mai stato nulla di particolare, mi aspetto quindi il pieno sostegno dalla parte della Lega, indispensabile per sfruttare questa occasione. E non abbiamo monopolizzato noi le candidature, sono stati i partiti a livello nazionale a decidere così». Del suo “curriculum” da candidato è orgoglioso soprattutto del fatto di «aver cominciato dalla gavetta, dalla circoscrizione e poi da tre elezioni in Consiglio comunale. E sono stato il primo centrodestra ad andare al ballottaggio in Provincia».

Silenziosi e agitati È forse la prima volta che un candidato pure con buone possibilità di essere eletto, come appunto Bergamini, tra l’altro nella veste di coordinatore provinciale, evita di commentare le scelte, rimandando tutto ad un comunicato previsto per oggi. Le liste sono state sicuramente definite a livello nazionale, anche se, una volta perso il collegio uninominale per gli ormai noti equilibri transpadani (la Lega ha puntato tutto sul Lombardo-Veneto) una valutazione su chi puntare tra Bergamini e Lodi è stata sicuramente chiesta al sindaco Alan Fabbri. C’è chi dice che i vertici nazionali fossero nelle condizioni di piazzare il coordinatore provinciale a capolista, mentre lo “status” del vicesindaco sia minore e di conseguenza il posto in lista meno promettente. Bisognerà valutare la reazione di Lodi («mi prendo un po’ di ferie» avrebbe detto in giro senza toccare gli amati social) e dei suoi fedelissimi in Consiglio comunale, descritti come molto agitati: è un fatto che il vicesindaco sia atteso dal fuoco di fila dei processi in autunno. C’è poi l’incognita dei territori e di parte del gruppo consiliare già sull’aventino, anche in vista del sostegno ai candidati FdI negli uninominali.

Solo e contento Le scelte verticistiche in questa tornata sembrano aver premiato i coordinatori provinciali, «preferisco pensare che abbia pesato il lavoro che stiamo svolgendo sul territorio - spiega Fornasini, con riferimento al suo ruolo di assessore - Mi ha telefonato direttamente Anna Maria Bernini, che ringrazio, per chiedermi la disponibilità: è vero che nella rosa di nomi da noi indicati non c’era il mio, ma non significa che siano state ignorate le indicazioni del territorio». Il posto in cui Fornasini è stato collocato, secondo dopo Rosaria Tassinari che è anche candidata all’uninominale a Forlì, è sicuramente di rilievo, le possibilità di elezione passeranno da incastri favorevoli e da un buon risultato del partito in Emilia. Pesa l’esclusione dei nomi femminili e dell’ex sindaco di Cento, Fabrizio Toselli, rientrato nel partito proprio in vista di questa scadenza elettorale.l

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