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Il bilancione di Contrapò devastato dai vandali


	Il meccanismo del bilancione di Contrapò danneggiato dai vandali
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Il meccanismo del bilancione di Contrapò danneggiato dai vandali

Danni anche al meccanismo di controllo, c’è la denuncia ai carabinieri di Baura

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FERRARA. Sono andati come sempre per tenere puliti i dintorni del bilancione e hanno trovato la struttura devastata: vetri e porte distrutti, meccanismi danneggiati, bagno chimico vandalizzato in maniera molto pesante. Così hanno presentato denuncia ai carabinieri di Baura che stanno ora indagando per rintracciare i colpevoli di quello che appare come un grave atto vandalico.

La scoperta è stata fatta l’altra mattina dai volontari dell’associazione paracadutisti e ambientalisti, allo storico bilancione di Contrapò, sul Volano, che è sotto la tutela dell’Arpae dopo la controversia legale sulla mancata concessione appunto ai parà e di fatto non è gestito, protetto com’era solo da una recinzione. La rete di protezione modello cantiere è stata facilmente tranciata e i vandali sono penetrati all’interno della struttura, facendo letteralmente a pezzi tutto quanto hanno potuto: è stato danneggiato anche il macchinario che comanda il movimento del bilancione, un pezzo storico di grande valore. Ai volontari, pieni di amarezza, non è rimasto che scattare foto e presentare la denuncia ai carabinieri.

La storia recente del bilancione, uno degli ultimi rimasti in piedi nei dintorni della città, è particolarmente travagliata. Dopo la storica gestione di Maurizio Bertazzini, il tentativo da parte dell’Associazione paracadutisti di rilevarlo, nonostante i lavori e le migliorie effettuate, non andò a buon fine. Ad un certo punto Arpae chiese oltre 70mila euro di mancati pagamenti delle concessioni pregresse, e il contenzioso che si aprì è stato “congelato” solo di recente. Un paio di anni fa, però, si andò vicini alla demolizione, per ordine della Regione, anch’essa bloccata. Allora le associazioni interessate (oltre ai paracadutisti, anche rappresentanti dell’Istituto nastro azzurro e del paese) si appellarono al sindaco Alan Fabbri, che promise d’intervenire.

La struttura è rimasta lì dov’era, protetta dalla sola recinzione di cantiere, mentre i volontari hanno continuano a tenerlo d’occhio occupandosi della pulizia dell’area circostante.

L’altro giorno l’amara sorpresa.  l

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