«Non voglio più gay ma meno omofobi. Mosso chieda scusa»
Vladimir Luxuria contro il consigliere leghista ferrarese per una frase a lei attribuita
Ferrara Non vuole sentir parlare di «cambiare la mentalità dei bambini», non almeno nel senso di «influenzarli sulla loro identità gender, mentre invece mi batto da sempre contro la mentalità che porta al bullismo omofobo: per capirci, non voglio più gay, ma meno omofobi, per evitare ad altri quello che subìto io per tanti anni». Vladimir Luxuria è nota per l’impegno sul fronte dei diritti civili e per questo non ha digerito una frase attribuitale dal consigliere comunale della Lega, Alcide Mosso, e contenuta in una lettera al giornale che denunciava la propaganda Lgbt presso i giovani.
La frase e la replica La frase esatta è «l’ex deputato Guadagno, in “arte” Luxuria, impegnato nella trasmissione televisiva “Alla lavagna” dedicato ai bambini dai 9 ai 12 anni, ha affermato che “io non vado lì per influenzare la loro sessualità ma la loro mentalità”». Luxuria tiene a precisare due cose: «Anzitutto non mi sono mai espressa così, e poi la frase inserita in quel contesto lascia presupporre che io voglia influenzare l’orientamento sessuale dei ragazzi: niente di più falso. La trasmissione è stata seguita dai loro genitori consenzienti e i bambini si sono dimostrati molto più adulti di certi deliri infantili secondo i quali se si spiega in termini adatti e delicati la realtà si trasforma chi ascolta da etero a gay. Non vogliamo trasformare nessuno ma solo tentare di avere meno omofobi domani e soprattutto meno adolescenti bullizzati per la loro diversità che perdono la voglia di andare a scuola se non addirittura di vivere». La stessa ex parlamentare ha raccontato più volte delle esperienze vissute da giovane a scuola, «dalla scarpe da ginnastica lanciate negli spogliatoi piene di pipì alla parola “ricchione” scritta sui diari fino alle risatine al momento dell’appello», per cui si mostra rigida sull’interpretazione delle sue parole sull’argomento: «O il signor Mosso riporta dove avrei riferito quel virgolettato o chieda scusa, più che a me, ai vostri lettori».
Il contesto Mosso pure si è sempre occupato di diritti e minori, dal punto di vista del centrodestra; ha guidato da presidente la Commissione affidi del Comune, che ha scandagliato nella prima parte della legislatura l’attività dei Servizi sociali per quanto riguarda appunto la gestione dei bambini tolti alle famiglie, con una scia di polemiche piuttosto lunga. La lettera pubblicata sulla “Nuova” iniziava con «continua l’assalto dei gruppi Lgtb ai minorenni: festival, giornate dedicate, laboratori pseudo artistici, diari e libri diffusi e proposti in scuole primarie e secondarie, educazione sessuale in classe effettuata da persone la cui qualifica e formazione è semplicemente autoreferenziale, scuole che attivano la “carriera alias”...». In conclusione un «appello ai genitori affinché facciano attenzione all’educazione che viene impartita ai loro figli». l
S.C.
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