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Il Po fa le prove di normalità

di Marcello Pulidori
Il  Po fa le  prove di normalità

Riprende la navigazione, le recenti piogge scongiurano scenari drammatici. Ottimismo alla “Canottieri” di Pontelagoscuro. Ma servono interventi strutturali

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Ferrara È la natura, ancora una volta, a comandare. Se nelle ultime settimane la potenza degli elementi ci aveva fatto paura, le piogge degli ultimi giorni arrivano come la vista di un’oasi nel deserto. Ieri, perlomeno nel tratto antistante la “Canottieri” a Pontelagoscuro, la navigazione è ripresa. Con una discreta regolarità. Grazie alle precipitazioni cadute nelle ultime due settimane la risorsa idrica è presente nel bacino del Po e i livelli preoccupanti elaborati dallo staff tecnico dell’Autorità distrettuale confermano che la situazione complessiva nel distretto sta tornando, pur molto lentamente, alla normalità. Una normalità che ha il volto dei diportisti ferraresi che ieri mattina si alternavano sul pontile del circolo. «La navigazione è ammessa dall’altro lato dell’Isola Bianca – dice uno di loro indicando il punto – cioè più vicino alla sponda veneta. In queste ultime ore la situazione è migliorata perlomeno rispetto agli scenari che venivano prefigurati fino ai giorni immediatamente precedenti alle ultime, salvifiche piogge».

Le barche E proprio ieri mattina alla “Canottieri” si è notato un discreto via-vai di diportisti pronti a pulire e a mettere in assetto le proprie imbarcazioni per una passeggiata fluviale. Non c’era, ma ci sarà presto, uno dei soci storici, Aristide Pincelli.

L’autorità Intanto l’Autorità distrettuale del fiume Po continua il monitoraggio costante del Grande Fiume. Questo contesto di relativa normalità idrologica – fa sapere l’ente – pare tuttavia destinato ad avere una durata ben precisa ed esaurirsi nell’arco temporale di un passaggio di stagione. Se in questo 2022 siccità e caldo straordinario appaiono in qualche modo ostacoli superati, ciò non toglie che i prossimi mesi dovranno essere quelli del grande piano di salvataggio del Po, con misure strutturali (invasi di acqua di riserva, potenziamento degli argini, pulizia dei fondali, solo per citare alcuni possibili interventi) che si rendono non più rinviabili se le autorità capaci di decidere vorranno continuare a potersi occupare della vita del Po. E proprio sulla base di queste informazioni aggiornate sarà bene ripartire per fare sì che l’estate 2023 arrivi senza scossoni drammatici. Ma per il Po non servono cerotti, non servono interventi tampone. Il fiume più grande d’Italia, oggi che mai, è portatore (non unico) di una risorsa, l’acqua, di cui troppo spesso ci accorgiamo solo quando manca. l


 

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