La Nuova Ferrara

Ferrara

Il caso

«Il Comune ci chiede di sgomberare, noi non possiamo lasciare la nostra sede»

«Il Comune ci chiede di sgomberare, noi non possiamo lasciare la nostra sede»

Appello dell’associazione Acti, cardiotrapiantati: «Aiutateci, siamo disperati, siamo ormai qui da 20 anni»

2 MINUTI DI LETTURA





i Margherita Goberti

Ferrara È un appello disperato quello che Filippo Lucca, presidente dell’associazione Cardiotrapiantati lancia all’Amministrazione comunale che gli ha richiesto l’immediata consegna delle chiavi della sede dell’associazione che si trova in via Ortigara 25, sotot la Curva Ovest dello Stadio Mazza. «Il contratto che avevamo stipulato nel 2002 – dichiara Lucca – è scaduto e noi sebbene un po’in ritardo abbiamo presentato, attraverso un avvocato, nuovamente la domanda corredandola di documenti, ma sebbene siano stati ricevuti dall’architetto Lomastro con ufficio in Via Marconi, evidentemente non servono a nulla perché ci è stato detto che dobbiamo sgomberare».

Smobilitare una sede come quella dei cardiotrapiantati alla quale dopo la consegna nel 2002 il presidente ed i soci hanno lavorato per renderla agibile per sette anni inaugurandola poi nel 2009 alla presenza dell’allora assessore alla salute, non è cosa semplice anche volendolo fare.

Oltre all’ufficio ed alla sala riunioni dove sono stati fatti convegno di alto spessore medico, nella sede è attivo un ambulatorio per le visite gratuite ai soci da parte dei cardiologi Alessandro Fucili e Gianfranco Percolo e dell’urologo Gian Rosario Russo che, prestando la loro opera senza compenso, non sono disponibili a recarsi a Pontelagoscuro dove l’Amministrazione avrebbe trovato un’altra sede per l’associazione.

«Gli iscritti fra cardiotrapiantati e cardiopatici – prosegue Filippo Lucca – attualmente sono 257 e sono tutte persone che frequentano assiduamente la sede, dove trovano l’assistenza, ma anche un punto d’incontro importante. Il fatto di dover chiudere o di doverci trasferire non solo crea loro un disagio notevole ma richiederebbe un periodo notevole per spostare tutto ciò che si trova in una struttura, che nel tempo abbiamo arredato e reso accogliente». «Sono davvero disperato e come me lo sono tutti i nostri 257 soci - chiude Lucca - . Ci auguriamo si possa trovare una soluzione e rimanere dove siamo stati per tanti anni». l





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google