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Gru crollata a Boara, famiglie fuori casa anche a Natale

Gru crollata a Boara, famiglie fuori casa anche a Natale

L'inchiesta si appoggia alla scatola nera, ma la perizia richiede tempo. A fine mese villette "liberate", poi serviranno lavori

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Ferrara Guardano, da lontano, la gru piegata, accartocciata su se stessa: restano in silenzio, i tecnici e i periti. Anche loro, come chi vede quel gigante giallo e rosso a terra e sui tetti delle case a Boara, si fanno la stessa domanda: «Come è stato possibile questo disastro? » Il disastro è quello della gru crollata sulle case a metà agosto, e che per fortuna ha causato soltanto danni (tanti, tantissimi) ; nessun morto, nessun ferito, per fortuna. Di disastri, ne sa qualcosa il perito nominato ieri mattina dai giudici, l’ingegner Giulio Ventura, professor del Politecnico di Torino, perito in un’altra sciagura, quella del crollo della gru, a Torino, dove tre operai morirono schiacciati.

Ieri mattina il professor Ventura ha ricevuto l’incarico dal giudice Danilo Russo, e all’udienza in tribunale – durata oltre un’ora – tutte le parti si sono confrontate per formulare i “quesiti” della perizia. Per fare le domande giuste ed avere altrettante giuste risposte dal professor Ventura: da cosa è stato causato il crollo? Solo eventi atmosferici (la bufera di metà agosto) o qualcuno ha fatto qualcosa che ha innescato il disastro? E allora, chi ne è il responsabile? Da ieri mattina dopo l’incarico, il professor Ventura e gli altri periti dei 7 indagati, erano già al lavoro: primo sopralluogo a Boara, là sotto la gru crollata.

Per arrivare ad una verità, occorre analizzare la gru, con tutti i test e rilievi tecnici possibili: ma in questo caso le prime risposte potrebbe venire dalla “scatola nera” della gru. Un congegno che di fatto registra tutti i movimenti della gru, i comandi impartiti e via andare. Congegno interno che verrà, dunque, recuperato e nel caso non vi fossero dati al suo interno o solo parziali, i dati completi potrebbero essere recuperati direttamente alla casa produttrice della gru, poiché una seconda scatola nera, da remoto, ha registrato – con sistema wireless- tutti i dati della vita della gru. La verità dunque è vicina. Poi ovviamente occorreranno i rilievi tecnici, fisici sulla gru. Gli esami formalmente, dopo il primo sopralluogo di ieri, sono fissati al 24 ottobre prossimo. Come ha annunciato il professor Ventura, in quella sede inizieranno rilievi, misurazioni, test, prelievi campioni. Secondo il programma dovrebbero durare due giorni, e quindi, in teoria, dal 26 ottobre, non più tardi di fine mese, la gru potrebbe smontata o tagliata a pezzi. Non dissequestrata, però. Ma custodita in un magazzino per poter eseguire test. Per la perizia che verrà consegnata, formalmente, il 16 marzo 2023. Questi i tempi tecnici. Tempi, purtroppo, non definiti per il rientro in casa delle 8 famiglie: di certo non passeranno il Natale nelle case di Boara. l

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