Bollette, l’urlo dei Comuni: «Presto finiremo i soldi»
Da Cento a Goro i servizi essenziali sono a rischio
Ferrara Riuniti attorno a un tavolo mercoledì scorso, i sindaci dei Comuni della provincia di Ferrara hanno manifestato la loro forte, fortissima preoccupazione sui costi dell’energia: «Così non possiamo sopravvivere. Stiamo dando fondo a tutto, ma ci vuole uno stop, altrimenti non potremo garantire servizi fondamentali per i cittadini».
Ogni anno i Comuni spendono in media 1, 8 miliardi in costi energetici. Quest’anno, rispetto al 2021, in alcuni Comuni l’incremento di spesa energetica potrà superare il cento per cento. Parliamo di simulazioni su dati Siope (Sistema informativo sulle operazioni degli entri pubblici) , quindi dati di spesa reali. «Siamo di fronte a un costo quasi raddoppiato. A conti fatti ai Comuni servirà un altro miliardo, per continuare a erogare servizi legati all’energia, per chiudere bilanci di quest’anno e per impostare quelli del 2023». Lo ha detto il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra, intervenuta in diretta a TgCom24 per parlare di caro bollette.
Da Cento a Goro si respira aria pesante e come sempre sono proprio i primi cittadini a metterci la faccia perché alla fine i cittadini bussano direttamente alle loro porte.
Per il Comune di Ferrara le stime sui costi per affrontare questa nuova emergenza variano di giorno in giorno. Secondo i conti effettuati dai tecnici del Comune le bollette della luce elettrica gravavano negli anni passati sul bilancio comunale per 1,350 milioni di euro. Si stima che nel 2022 il Comune dovrà sborsare 3,5 milioni di euro con un aumento di circa il 160%. E poi c’è il riscaldamento. Qui le spese inizialmente preventivate prima della crisi dei prezzi erano di 3 milioni di euro, le stime ora parlano di 4,8 milioni con un aumento del 60%.
A Cento non va certo meglio. «Ci stiamo trovando ad affrontare il rincaro dei costi energetici, come tutti gli altri Comuni, famiglie e imprese, dovendo contare sulle nostre risorse interne – spiega il sindaco Edoardo Accorsi -. Sicuramente la possibilità data di utilizzare parte dell’avanzo e del fondo Covid, nonché i fondi arrivati dal governo, ha contributo parzialmente al pagamento delle bollette della prima parte dell’anno ma ora ci troviamo ad affrontare il periodo invernale con crescenti incertezze. Questo ci preoccupa. Stiamo valutando le possibili azioni da mettere in campo in questo senso, a partire da quelle più immediate come la riduzione della temperatura e una serie di buone pratiche da diffondere e condividere anche alla cittadinanza. L’obiettivo è non toccare i servizi». «Ad oggi, abbiamo un aumento spesa che si aggira attorno a 1 milione e 400 mila euro ulteriori rispetto allo stimato solamente di utenza energetica, un dato sicuramente in crescita tenuto conto dell’alto numero di edifici di patrimonio pubblico del nostro Comune», commenta l’Assessore al patrimonio Rossano Bozzoli.
In ginocchio anche Argenta. «Dopo il Covid l’emergenza accoglienza, la siccità di quest’anno ora siamo ad affrontare il caro bollette. – fa presente il sindaco Andrea Baldini -. Un aumento generalizzato di cui abbiamo sentito il peso già nella coda dello scorso inverno, e che il prossimo anno si farà sentire sulle casse comunali per circa 1,5 milioni di euro in più». L’aumento riguarda la gestione degli edifici pubblici, e in un territorio ad ampia densità di servizi questo peso si sente molto. Oltre al costo per il riscaldamento degli edifici di cui abbiamo direttamente in carico le bollette, oggi ci stiamo preoccupando anche degli impianti in concessione, il cui peso ricade sui gestori che forniscono servizi, penso agli impianti sportivi (solamente la Cestistica ha il PaladonMinzoni ad Argenta e il PalaSalvatori a Consandolo; ndr) ». Per il futuro «continuiamo con il piano di opere pubbliche che ci permetterà di intervenire con la riqualificazione di tanti edifici, e sul breve periodo di applicare ogni accorgimento che vada oltre la gestione di “buon padre di famiglia”, da sempre la nostra linea guida»
Ricorrendo ad una metafora mutuata dal mondo della navigazione, Marika Bugnoli, sindaco di Goro, riconosce che «siamo tutti sulla stessa barca, perché il caro bollette è una situazione speculare a tutti i territori comunali. Mi sto confrontando con gli altri sindaci ed il problema è molto sentito. Per quanto riguarda Goro – prosegue Bugnoli -, in sede di predisposizione di bilancio di previsione 2022 avevamo previsto un incremento delle utenze di luce e gas del 30%, basandoci sui dati del 2019, perché quelli del 2020 e del 2021, a causa della pandemia non sono stati presi in considerazione. Ad oggi, le stime ci parlano di un incremento che si aggira attorno al 50%, notevolmente superiore, quindi, alla nostra previsione».
L’amministrazione gorese ha ricevuto ristori da parte dello Stato che, tuttavia, non vanno a compensare i rincari energetici in toto. Il Comune interverrà con variazioni di bilancio, ma l’incremento delle tariffe incide anche sui bilanci delle famiglie. «Stiamo cercando di far fronte a questo problema nuovo, ma anche qui troviamo difficoltà e più si va avanti e più le cose peggiorano. È già aumentata – conclude il sindaco di Goro – anche la richiesta di aiuti da parte dei miei cittadini, per quanto riguarda la copertura di questi costi. l
Annarita Bova
Giorgio Carnaroli
Katia Romagnoli
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