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La banda del Sotto Mac, le baby gang crescono a Ferrara

La banda del Sotto Mac, le baby gang crescono a Ferrara

Lo studio di Transcrime indica che negli ultimi cinque anni sono cresciuti i gruppi di giovani balordi in azione Dai casi di Piazza Ariostea a quelli in galleria Matteotti

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Ferrara In altre città hanno nomi inquietanti: “Stm, siamo tutti mafiosi” a Cosenza, “La mafia di S. Benedetto” ad Ascoli Piceno, a Ravenna ci sono i Massa Negra, a Modena i Sixteen baby gang e i Daisan 216. A Ferrara, la presenza delle baby gang è sporadica, “non strutturata” dicono i tecnici e l’unico nome gli hanno gli è stato affibbiato dalle cronache: “quelli del Sotto Mac”, inteso come i ragazzini che frequentano Galleria Matteotti nei pressi del Mc Donald’s, in pieno centro, oggi come ieri epicentro dei problemi di ordine pubblico innescati da gruppi di ragazzi e ragazzini. Oppure, come accaduto lo scorso anno, un altro gruppo di ragazzini, finito al centro di risse, botte e problemi di droga in Piazza Ariostea: altra baby gang, registrata, identificata e catalogata dalla Polizia come tale, per i reati spia che aveva innescato ossia furti e violenze cui spesso la questura – come accaduto per questo caso – ha fatto scattare “avvisi” orali, denunce e Daspo urbani.

Le baby gang tornano sotto le luci dei riflettori della cronaca, in tutta Italia, grazie ad una ricerca condotta da “Transcrime”, centro studi tra Università Cattolica di Milano, Alma Mater e Ateneo di Perugia che ha sintetizzato le risposte a questionari inviati a questure di tutta Italia, Comandi provinciali dei carabinieri e servizi per i minorenni, fotografando quello che è diventano un fenomeno in crescita, in impennata, dopo gli anni della pandemia: bande e “bandine” che in zone delle città e nelle scuole dettano legge su coetanei e che spesso, nelle derive più pericolose nelle grandi città, diventano gruppi criminali organizzati.

Non stiamo parlando di Ferrara, dove – ripetono gli addetti ai lavori interpellati ieri – la presenza di gruppi “non strutturati” c’è, crea problemi, oggi come ieri, ma occorre essere moto cauti nella analisi.

Dalle risposte della questura di Ferrara ai questionari dei ricercatori, si evince che la provincia negli ultimi 5 anni ha registrato un aumento della presenza di gang giovanili nel territorio. Un dato in contraddizione poiché all’interno della stessa ricerca le conclusioni del Comando carabinieri Ferrara indicano che invece il fenomeno delle baby gang è diminuito. In questo caso, le stesse notizie di cronaca possono venirci in aiuto per capire (del resto la ricerca ha analizzato risposte ai questionari e poi le ha comparate con la copiosa produzione di articoli sul fenomeno di giornali e tv): negli ultimi anni, infatti, l’unica operazione investigava contro una baby gang è stata realizzata dal Comando carabinieri Ferrara, tra la fine del 2018 e l’inizio 2019, contro un gruppo di ragazzini. Furono arrestati in tre per rapine, estorsioni, furti, minacce (anche di morte) ad altri ragazzini: erano la “banda del Penta”, dal luogo di ritrovo dietro piazza Beretta, ma alcuni facevano parte dell’altro gruppo del Sotto Mac. Dunque, la diminuzione citata dai carabinieri, analizzando dati oggettivi e numeri dei reati, potrebbe derivare dal fatto che non vi sono stati altri episodi analoghi. Mentre oggi gli stessi carabinieri sono impegnati, anche negli ultimi giorni, con gli stessi poliziotti della questura cittadina, a gestire i ragazzini della nuova banda del “Sotto Mac”. Che creano problemi e girano con la droga. Si tratta, comunque, di fenomeni non devianti e senza derive criminali: da qui, come spiega la ricerca, a Ferrara è indicata una presenza delle baby gang “sporadica”, e “non strutturata”; potremmo anche dire stagionale, visto i non pochi problemi della scorsa estate sui Lidi con gruppi di ragazzini fuori controllo, non più registrati, suggeriscono gli addetti ai lavori. Che chiudono su Ferrara come una realtà che non allarma anche se restano i problemi di Galleria Matteotti, di “quelli del Sotto Mac”.

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