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Cento, la vita si celebra nel Bosco Integrale: «Sarà spazio inclusivo contro i pregiudizi»

Samuele Govoni
Cento, la vita si celebra nel Bosco Integrale: «Sarà spazio inclusivo contro i pregiudizi»

L’acquisto all’asta nel 2019 e i primi eventi nel 2022. Novi: «Vogliamo riqualificarlo un pezzo alla volta»

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Cento Un luogo vivo, nato per celebrare la vita e ricordare Caterina Novi, ragazza centese scomparsa prematuramente. Il Bosco Integrale, un’area di 50mila metri quadrati (praticamente dieci campi da calcio) alle porte di Cento, nasce con questo obiettivo. Regista di tutto è Michele Novi, fratello di Caterina, che insieme alla famiglia ha costituito prima la fondazione che porta il suo nome, poi l’associazione che si occupa di promuovere eventi all’interno dell’area. Il bosco si trova lungo via Ferrarese, praticamente accanto alla Vm, e dalla strada tutto si direbbe tranne che dietro la siepe e la cancellata si celi un’area così vasta. Ai margini del bosco un complesso edilizio di tremila metri quadrati, un tempo villa con azienda annessa e oggi immobile da ristrutturare e ripensare. Poco più in là un altro edificio, divenuto celebre negli anni Novanta grazie ai videoclip girati da Stefano Salvati (Laura Pausini, 883). Attorno serre, casette di legno che ricordano i monti Appalachi e alberi di specie diverse voluti dall’ex proprietario. Dopo gli anni di gloria e prosperità (tutto fu creato da un imprenditore che lì aveva portato anche la sua tipografia) l’intera area è finita all’asta e nel 2019 è stata acquistata dai Novi. «L’idea iniziale era recuperare tutto lo spazio e poi, una volta sistemato, aprirlo al pubblico ma ben presto ci siamo resi conto che era fantascienza: in ballo ci sono lavori per cinque o sei milioni di euro», dice Michele Novi. Poi, aggiunge: «Abbiamo deciso perciò di fare le cose gradualmente e concentrarci su interventi di bonifica e riqualificazione mirati».

Prima di tutto la pulizia: una volta avute le chiavi sono state portate via tonnellate di rifiuti, qualcosa come cinque camion carichi di spazzatura. «Per anni la casa è stata alla mercé di chiunque e per fortuna non ci sono stati danni particolari, rimetterla in sesto sarà comunque dispendioso. Sia in termini di tempo sia di risorse». Passati i mesi più duri del Covid-19 l’area è stata aperta per passeggiate e visite guidate, la fondazione voleva mostrare ad altre realtà il potenziale di quello spazio ai più sconosciuto. Nell’estate 2022 è arrivato Bosco Integrale, festival che per diversi fine settimana ha portato centinaia di persone nel bosco. Si sono fatti concerti, conferenze, lezioni di yoga e meditazione. «Vorremmo trasformare tutto questo in un luogo sempre vivo in cui organizzare eventi, mostre, laboratori. Un luogo in cui potersi ritrovare, socializzare, stare insieme. Ne abbiamo bisogno, soprattutto oggi». Prossimo passo sarà riqualificare le serre. In vetro, bellissime, vanno pulite e ristrutturate. Per portare avanti i progetti la fondazione sta pensando anche di lanciare un crowdfunding, una raccolta fondi dal basso. Basterebbe un clic, una donazione online, per contribuire alla causa. In più, attraverso il web, gli aiuti potrebbero arrivare da ogni dove. Il potere, quello positivo, della rete. «Vogliamo tutelare questo spazio e farlo vivere in maniera trasversale. Bosco Integrale – conclude – deve essere un inno all’inclusione. Un inno contro i pregiudizi». l


 

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