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Alleanza sul “nuovo” nocciolo, e c’è già l’accordo con la Ferrero, quella della Nutella

Alleanza sul “nuovo” nocciolo, e c’è già l’accordo con la Ferrero, quella della Nutella

Terremerse sperimenta con la Fondazione Navarra a Malborghetto di Boara. Intesa sul credito

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i Antonio Palermo

Ferrara Una soluzione a basso impatto ambientale che favorisca dei vantaggi tecnici, agronomici e commerciali, oltre che fornire agli imprenditori e alla produzione ortofrutticola del territorio, una diversificazione. Questi gli obiettivi principali del Progetto Nocciolo lanciato a fine 2021 dalla coop Terremerse e che vede la collaborazione con la Fondazione per l’agricoltura F.lli Navarra grazie alla quale è stato realizzato un campo sperimentale di nocciolo della superficie di 1 ettaro, ospitante 12 varietà di cui 6 classiche e 6 sperimentali, a Malborghetto di Boara. «Un progetto che guarda al futuro qualcosa che riesce a traguardare una serie di esigenze delle imprese coniugandole con il fabbisogno della società - commenta Nicola Gherardi Ravalli Modoni - presidente Navarra - La nostra Fondazione non può che sostenerlo e andremo in futuro a sostenere altri eventi simili da qui ad un anno per festeggiare i nostri cento anni». E c’è già l’accordo con la Ferrero.

Terremerse è una cooperativa multi filiera dell’agroalimentare con una propria sezione ortofrutta con sede a Bagnocavallo, conta sul territorio ferrarese 8 punti vendita, 4 centri cereali e un migliaio si soci ma ha bisogno di un supporto sperimentale: «Non saremo mai riusciti a mettere in piedi un progetto simile senza la collaborazione con alcuni enti come l’Istituto Navarra dato che la sperimentazione in campo è fondamentale per evitare di compiere gli errori sul terreno dell’imprenditore» spiega Marco Casalini presidente di Terremerse.

Il nocciolo, di cui l’Italia è già il secondo produttore al mondo, è in linea con le attuali esigenze da Green economy, evita il problema della mancanza di manodopera essendo la sua produzione quasi del tutto meccanizzata, è tra le colture arboree quella con la minor necessità d’acqua; considerata infine la durata media di un impianto (30 anni) ed il confronto con altre specie frutticole e con il vigneto, le spese maggiori nella realizzazione di un corileto sono dovute solamente all’acquisto delle piante certificate e all’eventuale realizzazione dell’impianto d’irrigazione. «Noi abbiamo bisogno di tutta la filiera del nostro territorio, è vero che al nocciolo servono 4 o 5 anni per entrare in produzione ma Terremerse ha fatto già degli accordi con alcuni istituti di credito qualora gli imprenditori dovessero aver bisogno, inoltre tutte le piante si possono rendicontare all’Ocm con il 50% per le piante e il restante per l’irrigazione» conclude Marco Casalini.

Da segnalare l’accordo già stabilito con la Ferrero da parte di Terremerse che darà solide garanzie agli imprenditori ortofrutticoli. l





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