Argenta, fu obbligato a lasciare la sua casa: ora è in abbandono
L’edificio del Genio civile non è diventato la sede del Corpo forestale
Argenta «Ho 84 anni e avrei preferito finire la mia vita qui, in questa casa dove ho abitato per sessant’anni, ma il Demanio dello Stato mi ha scritto dicendo che gli serve libera, perché deve arrivare il Corpo forestale dello Stato». Era il 28 agosto del 2013 e a parlare fu Romano Casadei, l’allora guardiano del Genio civile, il pensionato che di tanto in tanto tornava a vedere la casa dove ha vissuto - gratuitamente va detto - con moglie e quattro figli. Comportamento che l’uomo tenne finché fu in servizio e poi da pensionato, ma in tal caso pagando il canone. Sei anni dopo, con un profondo dispiacere per quanto gli era capitato, Casadei cessò di vivere.
L’argomento di questa casa situata in via Cristo 54, ad Argenta torna oggi più che mai d’attualità, in quanto da allora è completamente in uno stato di abbandono, anche se andiamo verso i dieci anni dalla richiesta di uscita alla famiglia Casadei. La vegetazione l’ha coperta completamente, tant’è che l’edera è entrata in casa. Le finestre e le porte sono spalancate o abbattute e quel che è peggio sono le persiane del piano superiore, le quali sono a penzoloni e potrebbero rappresentare un pericolo per i ragazzini che potrebbero andarci a giocare. Del resto, una selva di queste proporzioni non può far altro che favorire la fantasia e lo spirito di avventura dei giovani.
Dunque, una situazione che è trascurata da tutti tranne chi, a suo tempo, comprendendo il pericolo, ha vietato l’ingresso mettendo del semplice nastro bicolore sul cancello, che poi qualcun altro lo ha spezzettato per entrare.
Tornando al 2013, Casadei raccontò a La Nuova Ferrara il motivo dello sfratto: «Mi è arrivato lo sfratto e nonostante mi fossi rivolto a un avvocato, il Demanio ha ribadito che la casa gli serve libera. Tutto sommato, ho trovato un bilocale dove sto bene e dove pago molto meno d’affitto». Ecco, però, di quanto preventivato nel 2013, nessun Corpo forestale ha mai messo piede in questa casa per farne la propria stazione. Oggi, quel fabbricato merita l’attenzione ricevuta per decenni dal proprietario e magari senza limitarsi a mettere un semplice nastro bicolore per impedirne l’accesso.
Il silenzio Proprio quella chiacchierata a fine agosto 2013 con Casadei ci diede la conferma di come ad Argenta avrebbe dovuto entrare in servizio una stazione del Corpo forestale, preposta fondamentalmente alla sorveglianza dei parchi (a Campotto c'è la sesta stazione del Parco del Delta), ma che può svolgere progetti di ricerca e conservazione, nonché attività di educazione ambientale, oltre a interventi su discariche, sversamenti illegali, inquinamento, incendi, abusivismo edilizio e pure compiti di polizia venatoria per reprimere il bracconaggio.
Di questo progetto tornammo a parlare il 31 ottobre 2015, quando notammo il totale stato d'abbandono dell’edificio. A distanza di due anni la vicenda meritava un chiarimento e la presenza dell’allora prefetto Michele Tortora ad Argenta (per una riunione in municipio del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica dopo troppi casi di furti) era un’opportunità: «Non ne sono a conoscenza - ci rispose allora il prefetto di Ferrara -, spesso si tratta di scelte autonome, anche perché questi sono tempi di trasformazione in certi ambiti». Dopo sette anni nulla è successo... l
Giorgio Carnaroli
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