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Gad “libera”, Solaroli querela tutti: gli dicevano che consumava droga

Gad “libera”, Solaroli querela tutti: gli dicevano che consumava droga

Al processo, il consigliere comunale è parte civile contro chi lo offendeva, dicendo che "fumavano" spinelli insieme. Lui: "mai conosciuti, e li ho denunciati"

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Ferrara «Al massimo fumo queste», e tira fuori le sigarette elettroniche per accentuare la sua estraneità a quelle affermazioni diventate parole diffamatorie. È in tribunale Stefano Solaroli, consigliere della Lega, al centro di altre vicende, in primis il caso Trenino, imputato del ricatto sulla consigliera Anna Ferraresi (per un posto di hostess in cambio della fuoriuscita dalla Lega). Presente ma ieri mattina nella veste di vittima del reato, di diffamato. Scherzava anche lui, per sdrammatizzare, spiegando che quelle affermazioni false lo toccano e non poco: nel marzo 2019, dopo la vittoria del centrodestra e l’inizio della “bonifica” di Gad e Grattacielo, Solaroli fece un commento sulla pagina Facebook del sindaco in cui rimarcava che in Gad molto era cambiato dopo l’arrivo del centrodestra. Sotto, tantissimi commenti e altrettante offese verso di lui. Uno di questi, Domenico Caporusso arrivò a scrivere che era meglio non parlasse di spaccio di droga perché lui ne era forte consumatore, tanto che avevano anche fumato droga insieme. Rincarando anche, frequentazioni non pulite. «Io nemmeno lo conosco questo signore – spiegava Solari che ha anche tentato di rimettere la querela – Nemmeno una lettera di scuse ha fatto». E allora ecco il processo assieme ad un’altra straniera Bintou Rossetti che sosteneva Solaroli fosse un assiduo consumatore e frequentatore Gad come zona di spaccio. Il processo è stato aggiornato al prossimo 5 dicembre. l

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