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L'ulimo saluto

La maglia della Spal per l'addio a don Rosario: "Lui sapeva amare tutti"

La maglia della Spal per l'addio a don Rosario: "Lui sapeva amare tutti"

Chiesa dell’Immacolata gremita per l’addio al sacerdote vigaranese. Il ricordo del nipote: «Dalle associazioni ai gruppi sportivi, era sempre presente». E sulla bara la maglia Spal con tutte le firme dei giocatori

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Ferrara C’erano anche il vicesindaco di Vigarano Mainarda, Mauro Zanella, e il comandante dei carabinieri al funerale di don Rosario Bonaccio, il parroco di Vigarano Pieve morto giovedì scorso all’età di 74 anni. Poi c’erano i parenti, le sorelle, i cognati, i nipoti e i pronipoti, poi tantissimi fedeli giunti delle numerose parrocchie dove don Rosario aveva svolto la sua attività pastorale. Insomma, la chiesa dell’Immacolata di Ferrara ieri pomeriggio era gremita.

A officiare la funzione funebre c’era l’arcivescovo, monsignor Gian Carlo Perego, insieme a una trentina di sacerdoti che hanno dato l’ultimo saluto a don Rosario. Ma il pensiero più toccante è stato quello del nipote Luca, il quale ha interpretato il dolore ma anche la speranza di tutti i famigliari. «Don Bonario – così lo chiamavano per il suo carattere – ha esordito il nipote – sapeva amarci e amare tutti. Oggi sentiamo dolore per la sua mancanza, ma anche gioia perché è invaso della luce del Signore e perché sappiamo che un giorno ci ritroveremo».

Il nipote ripercorre poi quel lungo periodo di collaborazione con lo zio sacerdote, che lo vide specialmente a Berra per ben 25 anni impegnato in attività rivolte a ogni categoria. «Dall’asilo alle associazioni di volontariato – ha proseguito –, dai giovani sposi alle corali e specialmente ai gruppi sportivi, don Rosario era sempre presente. Era tanto simpatico e ironico ma di un’ironia rispettosa, signorile, un prete edificante, perché costruiva. Ed era anche sorprendente e una dimostrazione me la diede al mio matrimonio, quando ha coinvolto tutti i presenti in un lungo applauso che ora io voglio tributare a lui».

La speranza a cui ha fatto cenno il nipote è stato anche il tema della prima Lettura del profeta Isaia, dove si sottolinea che è il Signore ad asciugare le nostre lacrime, mentre la pagina del Vangelo di Giovanni, definita eucaristica dall’arcivescovo, ha anticipato l’incontro di don Rosario con Dio. «Le ultime parole che mi ha detto – ha concluso Perego – sono state “Spero di essere ancora utile”», mentre nel santino che è stato fatto in suo ricordo ci sono le parole che scrisse 16 anni fa insieme all’adorato fratello Edoardo, che morì per una grave malattia, come quella che ha portato via don Rosario. Ovviamente non potevano mancare i colori biancazzurri della sua amata Spal, che seguiva regolarmente, con tanto di maglia sulla bara autografata dai giocatori. Al termine della cerimonia la tumulazione nel cimitero di San Luca. l

Margherita Goberti

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