Teleriscaldamento alle stelle: alberghi, condomini e imprese ko
Aumenti del 160 per cento, quasi il doppio rispetto al rincaro del metano. «Di questo passo gli hotel resteranno chiusi durante la bassa stagione»
Ferrara Le attuali tariffe del teleriscaldamento, alimentato a Ferrara per circa il 55% da una risorsa energetica pulita e rinnovabile come la geotermia, «sono un prelievo forzoso dalle tasche delle famiglie e delle imprese ferraresi da parte di Hera visto che gli aumenti tariffari sono disancorati dai costi di approvvigionamento delle fonti energetiche primarie sostenuti da Hera sui mercati internazionali».
La denuncia è arrivata nel corso di una conferenza aperta al pubblico ieri all’hotel Astra. “Il teleriscaldamento? Una promessa tradita”, dicevano Nicola Scolamacchia (Confesercenti), Tiziana Davì (rappresentate condomini) e Massimo Buriani (cooperativa Castello). Da quest’ultimo sono arrivati i dati riferiti ad alcuni condomini allacciati al teleriscaldamento: nello specifico, si diceva, si sono registrati nell’inverno 2022 aumenti rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente che vanno dal 120% al 167% a parità di consumi. Il costo medio per MWh erogato nell’inverno 2020/2021 è passato dai 55/65 euro agli oltre 170/190 euro nell’inverno 2022.
In particolare nei fabbricati gestiti dalla cooperativa Castello, nel grande complesso condominiale situato in zona est-doro (350 utenze allacciate), dove si dovrebbero riscontrare le bollette più basse in relazione alla dimensione della fornitura, il prezzo medio per MWh del teleriscaldamento è passato, sempre a parità di consumi, dai 54 euro nell’ottobre 2021 ai 131 euro dell’aprile 2022, con incrementi del 143%. In altri complessi condominiali con un numero inferiore di utenze collegate l’incremento delle tariffe è stato ancora più sensibile per effetto della maggiore incidenza della componente fissa, con aumenti che sono arrivati fino al 167%. Nello stesso periodo in altri condomini alimentati a gas metano gli incrementi sono stati invece inferiori, pari a un più 115/117% (a questi costi va aggiunta l’iva che per il teleriscaldamento è al 10% e per il metano al 5%) . In più da luglio a settembre le tariffe del teleriscaldamento sono ulteriormente aumentate superando in alcuni casi i 200Mwh.
Sempre Buriani ha spiegato «che il calcolo della tariffa del teleriscaldamento a Ferrara è parametrato al costo del gas metano per effetto di una scelta presa da Hera e Comune vent’anni fa con la prima Convenzione stipulata. Ma si trattava di un ancoraggio alla fonte energetica più conveniente almeno fino all’inverno 2020/2021. Ora – la prima richiesta emersa dal tavolo di ieri – è necessario rivedere il metodo di calcolo della tariffa e una revisione della Convenzione. Inoltre visto che grazie al teleriscaldamento si è consumato meno gas con benefici anche per Hera che nel 2022 ha potuto intascare importanti extra-profitti, questi dovranno essere restituiti ai ferraresi con provvedimenti analoghi a quelli già presi da altre aziende come Tea, azienda controllata dal comune di Mantova, che trasferirà nelle prossime bollette di novembre e dicembre diversi milioni di euro ai mantovani».
L’altra richiesta è invece di «sospendere le intimazioni di interruzione del servizio per morosità a carico dei condomini e delle imprese che non possono così richiedere il pagamento delle tariffe dilazionato – ha detto Davì – recentemente sono arrivate comunicazioni di prossimi tagli di servizi: come possono le famiglie rimanere senza riscaldamento e acqua calda? E il 22 si riaccendono gli impianti e comincerà ancora l’escalation delle tariffe in aumento. Abbiamo bollette anche triplicate e non possiamo dilazionare».
Da qui la richiesta anche al Comune di farsi parte attiva, di portare il tema delle tariffe del teleriscaldamento al Cda di Hera, sensibilizzando pure i sindaci dei comuni che rappresentano la maggioranza dell’azionariato di Hera. C’è anche la necessità di ridurre l’Iva al teleriscaldamento dal 10% al 5% come per le altre fonti energetiche (l’appello in questo caso è rivolto ai parlamentari recentemente eletti nel territorio).
Tutto per ritornare a una situazione in teoria mirabilmente fortunata, diceva Scolamacchia, con il 90% del calore distribuito nelle case ferraresi che è green. Ma dove il costo totale del teleriscaldamento supera quello del gas metano: «quest’ultimo rispetto al 2019 ha subito un aumento del 90%; il teleriscaldamento un +160%; il costo totale del teleriscaldamento è a un +250%». Con altri aumenti in previsione: «Arrivare a un +350% dei costi del teleriscaldamento vorrebbe dire per un hotel di medie dimensioni passare dalle spese di 15/20mila euro dell’inverno 2018/19 alle spese di 50/60mila euro dell’inverno 2022/23 – ha detto Scolamacchia – Per recuperare solo il costo dell’energia termica servirebbero aumenti sui prezzi oppure chiudere in bassa stagione, diversi alberghi ci stanno pensando».l
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