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Il forno industriale Millo dice stop, una trentina di addetti senza lavoro

Il forno industriale Millo dice stop, una trentina di addetti senza lavoro

Copparo, per i costi insostenibili è stata chiusa l'azienda. "Una bella e lunga pagina di storia locale"

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i Alessandro Bassi

Copparo Purtroppo, Copparo perde un pezzo di cuore. Un altro. E un pezzo neppure piccolo. Il forno industriale Millo di Copparo chiude. Definitivamente. Ieri mattina l’ultimo giorno di apertura. Un giorno come gli altri, in apparenza. La prima cosa che colpisce è, come sempre, il profumo di pane, che ti accoglie come il più caldo e profondo dei messaggi di benvenuto. Lo spaccio è aperto. Arriva tanta gente. Un sobrio cartello annuncia la chiusura. Qualcuno chiede informazioni. Qualcuno scherza, amaro. Stavolta, purtroppo, non è una chiacchiera. Il servizio allo spaccio è efficiente ed efficace, come sempre. Solo ai saluti, agli arrivederci, c’è amarezza. Come recita il cartello, il 22 di ottobre è l’ultimo giorno di attività. E quindi stop alla produzione, alla vendita, alla distribuzione nei supermercati e nei punti vendita di due o tre province. Una scelta definita, ovviamente sofferta, inevitabile e obbligata che significa fine del lavoro per una trentina di addetti.

Fondato 56 anni fa, il Forno Millo si è via via costruito una solida fama di grande affidabilità nella produzione, nella qualità assoluta del prodotto e, perché no, nel prezzo competitivo del prodotto. Dal carretto spinto dalla bicicletta degli inizi fino a una struttura moderna ed efficiente, sempre aggiornata e con maestranze di valore. Fino a oggi, quando il costo terrificante dell’energia è diventato insostenibile e le bollette per le forniture di energia hanno raggiunto cifre accresciute di cinque volte. E nonostante la determinazione a continuare, certi costi non sono più economicamente sostenibili.

Le voci circolavano da qualche mese, mai smentita, ma era stata provata anche la possibilità di cedere l’azienda, in modo da mantenere la continuità e salvare i posti di lavoro (come detto sono una trentina gli addetti, fra produzione e distribuzione) ma, in situazioni come quella attuale, diventa difficile o impossibile anche proporre dei piani industriali efficienti.

Alla fine, la scelta più difficile per un imprenditore di notevolissime capacità quale Millo Ricchieri, oltre tutto sempre pronto a sostenere e aiutare, quando possibile, il territorio, dando lavoro. Non va dimenticato infatti come, in passato, Ricchieri sia diventato uno dei presidenti di maggiore successo della Copparese, e che in momenti difficili per lo sport copparese non abbia fatto mancare il suo contributo, anche se non con cariche di primo piano. E non solo nel calcio: la formazione ciclistica da lui sponsorizzata, il Ciclo sport Millo, oltre che per l’attività sportiva, era anche famosa e apprezzata per l’attività sociale e per i corsi di educazione stradale rivolti ai bambini. A proposito, Millo ieri non c’era. Ma in tanti, dipendenti e no, sono andati a salutarlo. Per l’ottantenne imprenditore copparese una scelta dolorosa sul piano professionale, ma sicuramente terribile sul piano umano, per un imprenditore valido e per un uomo notoriamente generoso.

Mentre ce ne andiamo, si sente ancora il profumo del pane appena sfornato, quell’odore fantastico che da sempre si diffondeva dal forno, e che ne era il biglietto da visita. In futuro, quel fantastico aroma sarà solo un ricordo. Uno dei ricordi più belli delle vite di tanti copparesi. l



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