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La sanità di fronte alla crisi, l’austerity in corsia

La sanità di fronte alla crisi, l’austerity in corsia

Asl e Sant’Anna alle prese con l’impennata delle bollette, rincari di oltre 20 milioni di euro: via ai piani di risparmio

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Ferrara L’austerity arriva anche in ospedale. Il rincaro delle bollette ha reso infatti indispensabile l’adozione di piani, sollecitati anche dalla Regione, per risparmiare risorse altrimenti sottratte ai servizi sanitari per pagare i consumi. Gli uffici contabili sono al lavoro per cercare soluzioni mentre le stime degli aumenti per il 2022 sono da brividi: triplicate per l’Asl, più che raddoppiate per il Sant’Anna. Una mazzata che non potrà essere compensata con semplici atti di “attenzione”. L’Asl, ad esempio, parte da un costo “storico”per il riscaldamento di 3.6 milioni di euro. Per il 2022 il costo stimato è di 8.7 milioni, con un gap di 5.1. Per l’energia elettrica il costo “storico” è di 2.2 milioni, quello stimato per quest’anno di 7.5, con un incremento in proiezione di 5.3 milioni.

Per il Sant’Anna il conto è più articolato: il totale dei costi energetici che risultano dal bilancio per il 2021 è pari a 11.039.384 euro (Iva compresa); per il 2022, «valutazioni effettuate con dati aggiornati ad agosto e quindi passibili di modifiche», il calore salirà a 11.400.860 (Iva compresa), mentre la bolletta dell’energia elettrica da rete sarà pari a 6.051.300 euro (Iva compresa). Il Sant’Anna contabilizza anche i costi dell’energia elettrica da Trigeneratore (che comunque produce una buona parte dell’energia necessaria all’azienda), pari a 9.180.263 euro (Iva compresa). Entrambe le aziende hanno adottato già le prime contromisure per contenere impennate di costi superiori ai 20 milioni di euro.

«Il Piano energetico aziendale contempla interventi per 28,6 milioni di euro destinati al miglioramento dell’efficienza energetica di edifici e impianti, l’utilizzo di fonti di energia rinnovabili e la mobilità sostenibile – annuncia l’Asl – Si procede con l’installazione di luci a basso consumo, rubinetti frangi-getto, caldaie e gruppi frigo più performanti, sostituzione degli infissi obsoleti, realizzazione di impianti fotovoltaici, ammodernamento del parco auto con mezzi a minor impatto ambientale».

Un approccio già avviato «nell’area dell’emergenza dell’ospedale di Lagosanto». La stessa impostazione «riguarderà tutti i cantieri che si apriranno in azienda. Si è già provveduto alla sostituzione di due gruppi frigoriferi nell’ospedale di Argenta, nei prossimi giorni verrà sostituito il gruppo frigorifero dell’ospedale del Delta».

La sostituzione degli impianti di illuminazione interna con dispositivi a basso consumo è legata all’adozione di misure concordate fra Stato e Regioni (per Ferrara è previsto un finanziamento di 1.050.000 euro). Saranno acquistati inoltre modelli di auto elettriche.

Anche i dipendenti saranno invitati a fare attenzione: ad esempio «limitando per quanto possibile le stampe e comunque riciclando la carta, facendo un uso responsabile delle luci, dell’acqua e degli impianti di riscaldamento e raffrescamento». L’Ufficio tecnico sta eseguendo sopralluoghi «per rilevare eventuali situazioni di spreco e mettere in atto azioni per porvi rimedio», a partire dagli ospedali e saranno estesi presto anche alle Case della Salute. Nell’ottica del risparmio energetico, le principali strutture sanitarie (ospedali di Lagosanto, Argenta e Cento) «sono già dotate di impianti di cogenerazione e pannelli fotovoltaici».

Il piano dell’azienda ospedaliera, invece, prevede anche il controllo delle temperature; per gli impianti di illuminazione interni l’inserimento di interruttori orari in zone comuni; per quelli esterni interruttori con riduzione del flusso luminoso e dispositivi per la parzializzazione delle accensioni (illuminazione modulata in base ai flussi di presenze). l

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