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Il caso

Manette dopo l’aggressione in stazione, ubriaco bloccato dalla Polizia col taser

Manette dopo l’aggressione in stazione, ubriaco bloccato dalla Polizia col taser

Oggi il giovane finirà in tribunale per l'udienza di convalida, l'uso della pistola elettrica si è dimostrata provvidenziale 

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Ferrara Dalle prime ore di domenica, dopo le 2 quando è stato dimesso dall’ospedale, è piantonato nella camera di sicurezza della questura in attesa di comparire in tribunale per render conto dell’aggressione agli agenti di Polizia, sabato sera, in stazione. Lui un giovane straniero, massiccio e corpulento (per evidenziare le difficoltà a contenerlo) con altri due amici aveva iniziato a litigare sul treno in transito a Ferrara: la lite era stata segnalata dal capotreno che aveva chiamato il 113, e da qui la centrale aveva allertato le Volanti in città: una è intervenuta direttamente in stazione, dove la lite stava continuando. Al controllo degli agenti, però, il giovane non ha sentito ragioni, si è divincolato e ha colpito un agente mentre l’altro, prima avvisandolo (come vuole la prassi) poi sparando, lo ha colpito con scarica elettrica col taser, in dotazione alle forze dell’ordine dalla fine dell’inverno scorso.

Il giovane ha barcollato ed è caduto a terra, battendo la testa: in realtà la perdita di controllo – come emerso ieri dalle analisi refertate -, era dovuta alle condizioni del giovane che era molto, molto ubriaco; aveva un livello di 3 di alcol nel sangue, quando il limite – per intenderci- per guidare l’auto si ferma a 0. 5: dunque, era in coma etilico e in questo stato prima ha litigato poi aggredito i poliziotti: una volta all’ospedale, gli hanno fatto smaltire i fumi dell’alcol, lo hanno dimesso con prognosi di pochi giorni per le lievi lesioni riportate, e gli agenti lo hanno arrestato per resistenza. Questa mattina dovrà comparire davanti al giudice per la convalida dell’arresto e il procedimento che ne scaturirà. Ovvio sono in corso accertamenti per verificare tutte le fasi della vicenda, dalla prima chiamata del capotreno fino all’intervento della polizia sotto gli occhi di tanti in stazione- erano le 20, di sabato sera – che hanno lanciato messaggi sui social allarmanti, fuori luogo parlando di sparatoria della Polizia, ferimenti, sangue per terra, persone colpite.

Tutto è stato ridimensionato, dicevamo, grazie soprattutto al deciso intervento della polizia e all’uso di questa nuova dotazione, la pistola elettrica chiamata taser (per chi non lo sapesse, è l'acronimo dall’inglese di Thomas A. Swift’s Electronic Rifle, dal nome di un eroe di fumetti americano) adottata dal marzo scorso in tutta Italia, Ferrara compresa, da Polizia, carabinieri e Guardia di finanza, Che permette, di fatto di contenere e bloccare le persone senza avere contatto fisico.

Sabato sera, sempre in stazione, sempre con giovani su di giri, si è registrato anche un altro episodio, e anche in questo caso l’intervento è stato attivato su richiesta di un altro capotreno: che era stato minacciato da due giovani a bordo del treno su cui si trovavano perché non volevano pagare il biglietto. Altro fatto che riporta d’attualità il problema dei controlli sui vagoni dei treni e della sicurezza del personale viaggiante: capotreni e controllori – gli stessi agenti della polizia ferroviaria in servizio nelle carrozzel

D. P.

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