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Portomaggiore, la siccità minaccia l’Oasi

Portomaggiore, la siccità minaccia l’Oasi

La situazione è sempre più grave, l’ecosistema è adesso a rischio. Zappaterra alla Regione: «Invito l’assessorato a prendere provvedimenti»

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Portomaggiore L’estate 2022 verrà certamente ricordata per il caldo e per la mancanza d’acqua. E in autunno, non va meglio: la pioggia non si vede da settimane e la situazione è sempre più grave, soprattutto in una zona come la nostra che vive d’acqua ed in alcune arre è emergenza. «La Regione operi per ripristinare l’equilibrio ambientale all’interno dell’Oasi Anse Vallive di Porto -Bacino di Bando, in provincia di Ferrara». A chiederlo è Marcella Zappaterra (Pd) che elenca tutti i problemi dell’area e invita viale Aldo Moro a operare per risolvere la situazione. «Si tratta di un’area molto importante, ritenuta area protetta dagli anni ’70, ed è il più interessante bacino umido del comprensorio non bonificato perché era utile alla gestione del locale zuccherificio» spiega Zappaterra, che sottolinea come «negli ultimi anni le condizioni climatiche delle anse vallive sono cambiate molto e quindi ci sono problemi nella gestione delle acque e di conseguenza di tutta la fauna, visto che l’aumento delle temperature provoca la morte di uccelli e pesci. Bisogna quindi operare anche aumentando il prelievo delle specie ittiche».

Netta la posizione dell’assessore Alessio Mammi: «Bisogna realizzare uno studio specifico sulle modalità di intervento da attivare, stiamo facendo realizzare lo studio di settore necessario».

Parole alla luce delle quali Zappaterra si dice «solo parzialmente soddisfatta perché lo sarò solo quando sarà risolto il problema: invito l’assessorato a superare tutte le difficoltà tecniche e amministrative esistenti per operare perché un equilibrio ambientale tutelato dagli anni ’70 non sia messo a rischio».

Immersa nelle antiche Valli del Mezzano, l’Oasi delle Anse Vallive di Porto è una zona umida di straordinario valore naturalistico per la salvaguardia di numerose specie animali e vegetali. Occupando una superficie di circa 52 ettari, l’Oasi è formata da una vasca centrale con un perimetro di circa 3,5 km, e da tre vasche più piccole. Grazie a un corridoio di terra che separa le acque delle vasche, è possibile percorrere il perimetro dello specchio d’acqua centrale ed è facile anche ad occhio nudo rendesi conto della situazione. Il monitoraggio condotto e comunque in atto rivela gli effetti di questa siccità anomala sull’habitat delle aree protette del Po: addio ad anfibi e ontani e moria di pesci autoctoni sono alcune delle conseguenze. Si aggrava la decimazione di pesci e la siccità sta falcidiando specie tipiche del luogo. l

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