L’Asl di Ferrara reintegra una dottoressa dei falsi vaccini
«Sono venute meno le limitazioni della libertà, non potevamo fare altro». Si attende la valutazione della domanda del secondo medico
Ferrara «Si rende noto che l’Azienda Usl ha assunto un provvedimento per il reintegro alla convenzione a medico di medicina generale di una delle due dottoresse indagate nei mesi scorsi per presunte false somministrazioni di vaccini covid-19. Considerato il venir meno delle condizioni di limitazione della libertà personale che avevano dato luogo alla sospensione del rapporto convenzionale, l’Azienda non ha potuto che accogliere l’istanza della professionista, che ha chiesto il reintegro.
Naturalmente l'azienda, come fatto dall'inizio della vicenda, continuerà ad assicurare la massima collaborazione alla magistratura».
Con questa secca nota l’azienda sanitaria di Ferrara ha certificato il sostanziale colpo di spugna, in attesa naturalmente degli esiti processuali, sulla vicenda delle dottoresse dei finti vaccini: per il momento, si specifica, ne è stata reintegrata solo una, e si tratta di Chiara Compagno, ma solamente perché è la prima ad aver presentato la domanda; risulta che l’avvocato di Marcella Gennari si sia pure mosso in questa direzione, e quindi è questione di giorni per la valutazione anche di questa istanza. Le posizioni dei due medici sembrano infatti analoghe, entrambe hanno visto venir meno l’ultima misura cautelare, l’obbligo di firma, e nei giorni scorsi è arrivata la revoca della sospensione da parte dell’Ordine dei medici di Ferrara.
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