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Ferrara mette un piede nel governo: Sgarbi sottosegretario è alla Cultura

Stefano Ciervo
Ferrara mette un piede nel governo: Sgarbi sottosegretario è alla Cultura

Il critico: «Conserverò beni, per la città farò più di Franceschini». In bilico però la presidenza di Ferrara Arte: dimissioni da valutare per opportunità

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Ferrara Un pezzo di Ferrara entra nel governo Meloni. Si tratta di Vittorio Sgarbi che è stato nominato ieri nella terna dei sottosegretari alla Cultura, esattamente il ruolo che lui stesso aveva prospettato l’indomani della formazione del governo, con Gennaro Sangiuliano al dicastero gestito per anni da Dario Franceschini. «Mi ha chiamato in mattinata Giorgia Meloni per dirmi che aveva ritenuto d’indicarmi tra i sottosegretari, la ringrazio perché riconosce il merito» ha detto il critico d’arte che torna negli uffici di via Collegio Romano a distanza di vent’anni. C’è stato anche un piccolo giallo perché nella lista iniziale dei sottosegretari ne comparivano solo due alla Cultura, Gianmarco Mazzi e Lucia Borgonzoni, poi è arrivata quella ufficiale con il terzo nome: Sgarbi l’ha spiegata con il fatto che inizialmente erano usciti i rappresentanti diretti di partito, FdI e Lega, poi è arrivata la nomina quasi “ad personam” del critico d’arte, peraltro in quota Noi moderati, lista presa in carico da meloniani.

Sgarbi mostra le idee chiare sulle priorità, «gli altri due sottosegretari sono esperti di musica e cinema, ritengo quindi mi venga affidata la delega ai Beni culturali. L’obiettivo è la conservazione del patrimonio, una “missione” caratteristica di una forza conservatrice come il centrodestra. Una delle prime iniziative sarà presentare la grande mostra sul Rinascimento a Ferrara come uno degli eventi più importanti del prossimo anno, la collaborazione con il ministero sarà rafforzata. Da sottosegretario farò per Ferrara di più del ministro Franceschini». C’è però da sciogliere il nodo della presidenza di Ferrara Arte, «non c’è incompatibilità formale, mi sono già informato, ma convengo può esserci una questione di opportunità, visto che dal ministero dipendono anche stanziamenti. In pratica se voglio dare soldi a Ferrara Arte, come finora è successo ben poco, dovrei dimettermi - è la battuta-verità di Sgarbi - Devo rifletterci, sicuramente lascerò diversi incarichi in giro per l’Italia».

La nomina «ci rende molto felici, una grande scelta di competenza: Sgarbi sarà una autorevole voce ferrarese a Roma - commenta Alan Fabbri - In questi anni da sindaco ho avuto il piacere di collaborare con lui, in qualità di presidente della Fondazione Ferrara Arte, apprezzandone l’impegno, la passione, la visione e la grande spinta impressa in campo culturale. È una opportunità per Ferrara e per il Paese, per dare voce all’infinito patrimonio del nostro territorio e italiano, valorizzandolo, per come merita, nel mondo». E anche la figura del ministro Sangiuliano è «assai legata a Ferrara», aggiunge Fabbri. 

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