Turisti all’assalto di Ferrara: gli alberghi segnano il tutto esaurito
Fra i luoghi più apprezzati dai visitatori ci sono Castello, Cattedrale e Schifanoia
Ferrara Il weekend appena trascorso (piuttosto lungo perché “tirato” da molti fino alle festività di oggi) ha fatto tirare un sospiro di sollievo anche agli albergatori ferraresi che in buona parte hanno raggiunto la piena occupazione dello proprie strutture, nonostante le scelte al risparmio dei tanti visitatori che ieri, per esempio in coda in Castello, mettevano in fila gli accorgimenti per concedersi un viaggio anche in tempo di crisi: vicinanza dei posti da visitare, scelta di mezzi di trasporto più economici, magari pranzo al sacco. Ieri c’era comunque chi pretendeva «gli assaggi tipici, soprattutto salama da sugo e cappellacci» e alla parola risparmio faceva spallucce.
Nell’elenco di posti da visitare quasi tutti avevano il Castello (anche se qualcuno ha desistito, vista la coda che si estendeva per tutto il cortile, e rimandato), palazzo Schifanoia, il cimitero ebraico e la Cattedrale. Qui in particolare «c'è stato un afflusso costante in questi primi giorni di apertura– raccontava chi accoglieva i turisti all'ingresso– piace a tutti, a chi viene da fuori ma anche ai ferraresi che si commuovono nel rivedere questo luogo aperto. Qualcuno ci ha raccontato di essersi anche sposato in Cattedrale: da qui l'emozione».
Una coppia di Bologna appena uscita dalla Cattedrale si è detta colpita: «Stiamo guardando tutto con il naso all’insù, è bellissima questa città». In Castello c'erano invece Maria e Carlo, arrivati da Monza dopo aver passato la giornata precedente a Bologna: «Siamo a Ferrara per la cultura e l’enogastronomia, ci interessava da tempo visitare questa città che era una delle poche che in Emilia non avevamo ancora visto, e amici e genitori ce ne avevano parlato molto bene». Poco più in là c'era un gruppo di amici, alcuni di La Spezia e altri di Varese: «Perché Ferrara? Beh è ricca di monumenti e lui– veniva indicato un compagno di viaggio– è attratto dalla salama da sugo. Comunque è una bella città, ci ha sorpreso positivamente». Desiderosi di entrare nel Castello una famiglia della provincia di Varese, con la figlia giovane appassionata d’arte: «Faremo tre giorni di vacanza, un giretto per la città, sicuramente il Castello poi vedremo».
Si scattavano foto a vicenda due insegnanti che venivano da Legnago: «Ci piacciono le città d'arte ma la risposta sincera al perché siamo qui è che è vicina. Di questi tempi è bene fare così: risparmiare magari venendo in treno ché è più economico e guardare bene ai prezzi degli alloggi». «Bisogna fare come le formiche e stringere la cinghia», la sintesi di una coppia di Treviso. Intanto Si registra un segno più per gli alberghi: «Sta andando bene, c’è il sole, le temperature sono quasi estive, l’affluenza è ottima, gli alberghi sono sold out – diceva l'albergatore (hotel Astra) e presidente di Confesercenti Nicola Scolamacchia – si tratta sicuramente di un ponte che aiuta il turismo. Secondo i dati di Confesercenti nel ponte del primo novembre le città d’arte sono molto richieste e Ferrara, come anche altre città, si sta muovendo bene. Stiamo ottenendo un buon risultato e anche il meteo sta aiutando: ci evitiamo di accendere il riscaldamento e possiamo mettere, come si dice, un po’ di fieno in cascina». L’altro albergatore (hotel Annunziata) e presidente provinciale di Federalberghi Zeno Govoni: «La città è al completo e piace molto, continuo a sentirlo dai miei ospiti che apprezzano molto la pulizia, lo stile di vita, gli eventi e l’ospitalità. Il weekend quindi è andato bene e per noi è molto importante in questo momento arrivare a occupazione completa visti i costi aumentati e le ferite del covid ancora da rimarginare. Almeno così il futuro si può vedere con più ottimismo».l
Giovanna Corrieri
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