Ferrara, tasse ferme e assunzioni: la Provincia batte il caro-energia
Il bilancio 2023-25: meno introiti e +1,3 milioni di gas, ma nessuna “stangata”
Ferrara Un bilancio in ordine senza aumenti di imposte e tariffe, nonostante la pressione delle bollette energetiche e il calo degli introiti strascico del Covid e delle incertezze dei consumatori. La Provincia ha già messo nero su bianco i conti del 2023 e dei due anni successivi, che smentiscono in parte gli allarmi generalizzati dei mesi scorsi per l’insostenibilità dei conti pubblici al montare delle spese energetiche: «Abbiamo lavorato molto sui costi generali e impegnato risorse messe da parte negli anni scorsi, questo ci permette di non toccare la tassazione - riassume il presidente Michele Gianni Padovani - Intendiamo anche riprendere il confronto con i sindacati sulla base delle assunzioni previste soprattutto nel settore tecnico». Bisogna dire che l’equilibrio è favorito da una parte dai fondi statali a parziale copertura dei diminuiti introiti, e dall’altra da una previsione non peggiorativa sulle spese di elettricità e gas: come base per il 2023 sono stati assunti i prezzi della prima parte di ottobre, che portano ad un incremento di 1,3 milioni di euro rispetto alla previsione 2020, anno preso a riferimento in quanto pre-Covid. Rispetto alla previsione 2022, peraltro, il Castello spenderà 2 milioni di euro in più per l’energia, e +400mila euro per l’elettricità, all’80% dovuti alle esigenze degli istituti scolastici.
I numeri Il bilancio di previsione 2023-25 della Provincia viene predisposto «senza il ricorso a misure straordinarie come da esempio la sospensione del pagamento della rata dei mutui della cassa depositi e prestiti, che fino al 2018 aveva alleggerito il bilancio per oltre 2,7 milioni» si legge nella nota integrativa, che riconosce il ruolo della «stabilizzazione dei trasferimenti erariali», dopo l’archiviazione del processo di svuotamento delle Province, con risorse in particolare per viabilità e scuole.
Aliquote e tariffe vengono mantenute sui livelli di quest’anno, cioè Imposta provinciale di trascrizione al al 25%, maggiorazione del 3,5% dell’aliquota fissa del 12,5% per l’Imposta Rca, e tributo per l’ambiente alla tassa/tariffa rifiuti del 5%. Il gettito dell’Ipt è stato ipotizzato in maniera «prudenziale» a 10 milioni, -5,66% rispetto all’anno in corso e in calo del 7,08% sul 2019. Dalla Rc auto si prevede d’incassare 11,4 milioni, anche questo in riduzione rispetto sia al 2022 (-3,38%) che del 2019 (-5,65%). Il tributo ambientale è ancor più difficile da stimare, anche se in lieve incremento negli ultimi esercizi, per cui l’assicella 2023 è stata posta a quota 3,4 milioni, -2,86% rispetto al 2019.
In Castello si aspettano anche continuità sul fondo di compensazione Ipt e Rca, e hanno postato la stessa somma dell’anno scorso, cioè 128.718 euro. Il Canone unico per le concessioni pubblicitarie resta pari a 800 ogni impianto di comunicazione elettronica, e si prevede un gettito di 350mila euro. Quanto alle multe, a luglio 2022 l’incasso era stato di 2.723.358,66 euro ma considerato che l’ultimo tutor installato, quello di Santa Maria Codifiume, sta assestandosi è stata formulata una previsione di 3 milioni annui per il prossimo triennio.
A livello d’investimenti per sistemare ponti e viadotti ci saranno 1,3 milioni di euro annui per il triennio, saranno accesi due mutui per un totale di oltre 1,9 milioni per l’antisismica del Monaco di Pomposa e dello scientifico Roiti.
Gli obiettivi A Padovani interessa dare il segno della discontinuità anche nel metodo, «torneremo a fare incontri preventivi, cioè prima di portare il bilancio in Consiglio provinciale, con le sigle sindacali: sul fronte del personale stiamo del resto effettuando le progressioni orizzontali e intendiamo assumere con concorsi personale, almeno 6-7 figure, in particolare per i Servizi tecnici che sono un po’ sguarniti». Gli arrivi di Walter Laghi e Luca Capozzi dal Comune hanno invece colmato le principali lacune sul fronte dei dirigenti, quindi non sono previsti altri ingressi.
Nei confronti dei cittadini, infine, il messaggio del Castello è chiaro: «Nessun aumento impositivo, non è proprio il momento». l
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