Ferrara, affreschi e ceramiche: ecco i resti della Delizia
Il ritrovamento grazie agli studenti e al Gruppo archeologico
Ferrara A tre settimane dall’avvio dei lavori sono stati trovati i resti della delizia estense di Belfiore, a nord ovest dell’ultimo tratto di corso Ercole I d’Este. A imbattersi nelle scoperte sono stati gli studenti dei licei Ariosto e Roiti e i volontari del Gruppo Archeologico Ferrarese che aderiscono al progetto di archeologia partecipata “Che Delizia Belfiore! ” ideato e diretto dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio di Bologna, Modena, Reggio Emilia e Ferrara, con il sostegno del Comune, che ha investito, a tal fine, 37.500 euro. Come spiega la dottoressa Chiara Guarnieri, della Soprintendenza, tolti i primi livelli di appianamento degli strati, risalenti a epoche successive alla distruzione della delizia, i primi resti della residenza monumentale estense andata perduta sono già emersi nel saggio di scavo più a nord dell’area. Si notano addirittura i mattoni rimasti anneriti dopo essere stati avvolti dalle fiamme di, quasi, quattro secoli fa. Oltre ad essi sono stati rinvenuti: porzioni di colonne, di archetti, di pavimenti, tutti in laterizio.
E anche un frammento di affresco che potrebbe essere attribuibile al XV secolo, ma saranno i successivi approfondimenti a rivelarlo con precisione, e ceramiche riconducibili alla metà del 1400. Novità anche sul versante topografico: le direzioni e gli incroci dei muri corrispondono infatti alla ricostruzione realizzata attraverso le antiche carte e confermano anche alcuni dati che erano emersi dalle prospezioni preliminari con georadar e magnetometro, realizzate questa estate da un’equipe internazionale di archeologi e tecnici. Il team di archeologi al lavoro nell’area è guidato da Flavia Amato e Maurizio Molinari. «Mancano ancora due settimane alla fine della prima campagna di scavi, ci aspettiamo ulteriori novità. E stiamo già organizzando la fase successiva, che prevede: il lavaggio dei materiali rinvenuti, le siglature, i disegni, le classificazioni. Protagonisti saranno, ancora una volta, gli studenti, che – grazie a questo progetto – potranno apprendere le nozioni fondamentali dell’archeologia, in tutte le sue fasi”. Plauso per i risultati già ottenuti li esprime anche il sindaco Fabbri: «Un grande lavoro di squadra: Ferrara ritrova il suo passato». l
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