Arresto nel Ferrarese per la morte di un anziano a Massa Finalese
Accusa di omicidio preterintenzionale per la 49enne che Rocco De Salvatore ospitava in casa. C’è un secondo fermato. S’indaga su pasticche trovate sul letto del deceduto
Massa Finalese (Mo) Svolta clamorosa ieri sera nelle indagini dei carabinieri di Finale sulla morte misteriosa di Rocco De Salvatore, il 73enne rinvenuto cadavere la sera di domenica 31 luglio, riverso nel letto del suo appartamento a Massa. I militari infatti hanno proceduto all’arresto per omicidio preterintenzionale delle due persone finora indagate per altri reati: la 49enne marocchina che l’anziano ospitava in casa (accusata di maltrattamenti e furto di contanti) e il 39enne finalese visto uscire con lei dall’abitazione (accusato di furto). I carabinieri sono andati a prelevare entrambi nelle rispettive abitazioni verso le 18.30, conducendoli in caserma per dare esecuzione alla misura di custodia cautelare emessa dal gip. La donna è stata rintracciata nel Ferrarese. Al termine dei colloqui, da quanto si è appreso, la donna è stata condotta in carcere, mentre l’uomo (che si è presentato con il suo avvocato, Roberto Neri), ha ottenuto i domiciliari e dopo gli adempimenti è potuto rientrare a casa sua. «Ha accolto la misura con serenità – sottolinea il legale, che lo difende assieme a Giorgia Marini – pronto a dare tutti i chiarimenti necessari». Avuto sentore di ciò che stava accadendo, il figlio e le figlie di De Salvatore si sono presentati all’esterno della caserma, attendendo febbrilmente gli esiti: per loro, che hanno sempre sostenuto che il padre era stato ucciso, gli arresti sono stati in qualche modo un fare finalmente giustizia, o perlomeno un iniziare.
La svolta nelle indagini è arrivata non appena ricevuti gli esiti delle analisi tossicologiche che il pm Claudia Natalini aveva chiesto contestualmente all’esecuzione dell’autopsia. Da subito erano sembrate sospette le pasticche che furono rinvenute sul letto dove il 73enne fu trovato morto, senza segni traumatici. È possibile dunque che i due siano accusati di avergli dato delle sostanze che ne hanno causato la morte, senza però l’intenzionalità di ucciderlo. In prima battuta, ai carabinieri il 39enne disse di aver chiuso la porta della camera da letto di De Salvatore perché russava troppo, e di non essersi quindi accorto che era morto.
Tra i due indagati comunque per gli inquirenti sembra avere una responsabilità maggiore la donna, che è finita in carce-
re. Nelle prossime ore si capirà di più. La certezza per ora è che per la Procura non fu morte per malore ma omicidio. ●
Francesco Dondi
Daniele Montanari
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google